RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO, RAPPORTO ANNUALE 2013

Shaker, Pensieri senza dimora

Isabel, Aweis, Frank e Quaiser sono arrivati in Italia, rispettivamente, dalla Colombia, dalla Somalia, dal Camerun e dal Bangladesh. Sono tutti rifugiati o richiedenti asilo, accolti, nel nostro Paese, grazie ai servizi del Centro Astalli. Attraverso le loro storie ed i loro volti vengono presentate le attività, i servizi ed i dati raccolti in quest’anno dalla Fondazione che fa riferimento al Servizio dei Gesuiti per i rifugiati. Calano le domande di asilo, ma non i bisogni. Questa la fotografia scattata dal Centro Astalli nel suo rapporto Annuale 2013, appena presentato. Secondo l’Unhcr sono state 15.700 le domande d’asilo presentate in Italia nel 2012, un numero molto basso rispetto agli altri anni. Nonostante questo, il totale dei pasti distribuiti dalla mensa, che sono stati oltre 115.000, è rimasto invariato rispetto al 2011. Sono 21.000 rifugiati e richiedenti asilo che a Roma si sono rivolti al Centro Astalli, il servizio dei Gesuiti che fornisce servizi di prima e di seconda accoglienza per le persone provenienti da Paesi in guerra o in difficoltà. 34.300 il numero complessivo degli utenti assistiti in tutte le sedi territoriali dell’Associazione. Un dato importante che delinea come la crisi economica ha colpito in modo particolare le categorie più vulnerabili. «Una situazione preoccupante – sottolinea Padre Giovanni La Manna – che rappresenta l’incapacità del sistema di accoglienza italiano di dare risposte, persino ai bisogni più immediati». «Inoltre – afferma La Manna – molti titolari di protezione si trovano di fatto abbandonati a loro stessi, con ben poche opportunità di crearsi un percorso autonomo. Infatti, insieme alla ricerca di un lavoro, l’affitto di un alloggio è la sfida più difficile: l’onerosità delle locazioni e gli anticipi richiesti scoraggiano anche chi può contare su un impiego stabile». Nel 2012 il Centro Astalli, attraverso l’erogazione di contributi alloggio, ha cercato di agevolare il percorso di integrazione di rifugiati che, pur avendo un lavoro regolare, non avrebbero potuto affrontare le spese iniziali per l’affitto di un appartamento.

Il rapporto 2013, infine, descrive il Centro Astalli come una realtà che, grazie agli oltre 450 volontari, si adegua e si adatta ai mutamenti sociali e legislativi di un Paese che senta a dare la dovuta assistenza a che, in fuga da guerre e persecuzioni, cerca di giungere in Italia in cerca di protezione.

Anche il Papa ha comunicato di essere vicino a questo mondo dell’accoglienza assicurando di far presto visita ai servizi della Fondazione.