TRE PASSI VERSO IL VOTO

Shaker, Pensieri senza dimora

All’interno della Direzione Servizi elettorali del Comune di Roma Capitale, le persone senza dimora residenti in Via Modesta Valenti, in casi di particolare necessità, possono rivolgersi ad un impiegato per ottenere la propria tessera elettorale. Roberto Tinti è il funzionario amministrativo che si occupa di seguire da vicino questi casi. Dalla sua scrivania, ci spiega la procedura che una persona che non ha una dimora e, in molti casi, una residenza deve seguire per ottenere la tessera elettorale.

Parliamo innanzitutto di residenza, perché senza di essa non si può accedere al voto, come ad altri diritti garantiti dalla Costituzione. Quali sono i requisiti per essere iscritti nelle liste elettorali?

Il voto presuppone la residenza. E la residenza suppone una dimora fissa. Nel caso di persone senza dimora, che una dimora fissa, cioè, non ce l’hanno, si può far richiesta per l’iscrizione al registro della popolazione residente all’anagrafe, specificando il proprio domicilio in due diversi modi. Esistono delle associazioni che offrono il domicilio all’interno della propria sede (Caritas, Sant’Egidio, CDS…), oppure una via fittizia del Comune di Roma in cui registrare la propria dimora: Via Modesta Valenti. Se una persona non ha alcun domicilio e si reca al Municipio per richiedere l’iscrizione anagrafica, il Comune è tenuto a registrare questa persona in Via Modesta Valenti.

Queste persone vengono iscritte al registro in base al Municipio in cui effettuano l’iscrizione anagrafica. Le stesse persone saranno, inoltre, seguite dai servizi sociali del Municipio di residenza. Sulla base della residenza anagrafica scatta l’iscrizione elettorale, dopo aver effettuato una verifica di assenza di carichi pendenti. Si ottiene così la tessera elettorale e le stesse persone vengono iscritte in una sezione elettorale del Municipio di appartenenza.

Ricapitolando, quali sono i documenti necessari per l’iscrizione all’elettorato?

Residenza anagrafica, casellario giudiziario, estratto dell’atto di nascita.

Ha mai incontrato persone senza dimora che sono venute a chiedere informazioni sulla propria tessera elettorale?

Sì, però ho visto solo casi abbastanza estremi. La procedura è molto semplice, per cui, una volta ottenuta la residenza, è difficile sbagliarsi. Ho incontrato una famiglia che aveva perso tutto economicamente, per cui non sapevano più dove andare. Sono venuti qui a ritirare i certificati elettorali ed avevano la residenza in Via Modesta Valenti. I casi potrebbero essere tanti: ad esempio con la separazione dei due coniugi uno dei due potrebbe perdere la residenza nella casa comune. Nel caso in cui questa persona non avesse una rete familiare e amicale a cui chiedere aiuto, potrebbe diventare senza fissa dimora.

Potrebbe farci qualche altro esempio?

Nel caso di un trasferimento tramite rescissione di un contratto di affitto anche la residenza anagrafica si trasferisce se il titolare effettuerà questa operazione, indicando il nuovo indirizzo. Qualora ci fosse abbandono di domicilio, il proprietario dell’immobile può effettuare la cancellazione anagrafica di queste persone dall’abitazione. L’anagrafe avvierà l’accertamento di cancellazione attraverso i vigili urbani, che effettueranno un sopralluogo e la persona che non avrà comunicato il nuovo domicilio può essere cancellata perché irreperibile. Conseguentemente, se la persona non farà alcuna dichiarazione di domicilio, perderà la residenza.

Chi è per lei la persona senza dimora?

Sono sempre persone umane, persone che hanno dei sentimenti, che hanno avuto difficoltà. Sono persone “sfortunate”, e comunque esseri umani da non emarginare, ma da aiutare.

 


 

Via Modesta Valenti, Roma

Modesta Valenti era una donna che moriva a Roma, 30 anni fa. Senza una casa, la Stazione Termini diventava spesso il suo riparo. Era il 31 gennaio 1983. La signora, dopo essersi sentita male, non fu assistita  dal personale sanitario perché sporca e piena di pidocchi. A lei è stata intitolata, nel febbraio 2002, la strada fittizia per la residenza delle persone senza dimora. Non è un indirizzo reale, ma un indirizzo anagrafico convenzionale per persone che non hanno una fissa dimora e che possono richiedere proprio in questa strada la propria residenza. Via Modesta Valenti nasce con l’obiettivo di curare l’inserimento sociale di persone indigenti, facendo loro ottenere la residenza anagrafica e di conseguenza il godimento dei diritti connessi. Chi non ha una casa, infatti, non ha un indirizzo. Chi non ha un indirizzo, risulta irreperibile.  Chi non ha residenza non può, ad esempio, godere dei diritti elettorali, dei servizi sociali, dei servizi sanitari e non risulta registrato dai censimenti.