VOTO È DIGNITÀ

In una mano la matita e nell’altra la scheda piena di simboli colorati, ma non riusciva a trovare il suo. Si era vestito bene per andare al seggio, aveva rinnovato da poco la carta d’identità, nonostante gli avessero fatto storie per la residenza: via Modesta Valenti, pensavano non esistesse più… Le mani gli tremavano, ma non era quello il problema, ci era abituato da anni ormai e con le medicine che gli avevano dato al centro era migliorato molto. Ma quel nome… quel simbolo che era certo di avere intravisto per strada non lo trovava proprio… eppure era andato apposta, si era preparato per bene per mettere la sua croce, per dire la sua. Pensò per un attimo di andare a chiedere ma poi… avrebbero detto “il solito barbone analfabeta che non riesce neanche a leggere”. Ricominciò da capo lesse di nuovo i nomi dei simboli, lentamente, uno per uno, ad alta voce… niente.  Alla fine si decise: “Mi scusi…. manca un simbolo… lo avevo visto, ne sono certo… Forse l’hanno tolto? Aveva un disegno tipo… un uomo… sì, e poi era colorato, ricco di dettagli, bello chiaro insomma, si chiamava… Dignità.