IN GIOCO CONTRO L’AZZARDO

Quando lanciammo nel 2012 “Mettiamoci in gioco”, la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, ci sembrava di batterci contro i mulini a vento.

Il sistema politico era assolutamente indisponibile a regolamentare davvero il gioco d’azzardo. E gli amministratori locali, specie di piccoli e medi Comuni, che provavano a limitare con le loro ordinanze lo strapotere dei concessionari dei giochi d’azzardo venivano sistematicamente condannati in Tribunale, rischiando di dover pagare anche risarcimenti pesanti. Ora, invece, il quadro è totalmente cambiato: iniziative legislative, provvedimenti a livello locale, campagne e iniziative di sensibilizzazione a livello nazionale e locale, un’attenzione dei media enorme, una preoccupazione diffusa nell’opinione pubblica.

Il gioco d’azzardo ha avuto troppo successo. 85 miliardi di euro di fatturato annuo si spiegano con una diffusione di massa del fenomeno e, dunque, con una crescita esponenziale di rischi e problemi: un milione di persone in stato di dipendenza o a grave rischio di caderci, un’infiltrazione mafiosa consistente, un aumento del ricorso all’usura per coprire i debiti del gioco, una crescita di separazioni e divorzi causati da una crisi legata alla dipendenza dall’azzardo, una sequenza impressionante di casi di cronaca che evidenziano criticità forti. Insomma, non si può più far finta di niente.

L’obiettivo principale che dobbiamo porci è l’approvazione, per la prima volta nel nostro paese, di una legge nazionale di regolamentazione del gioco d’azzardo. Una normativa che definisca una cornice di regole che non possono essere violate affinché siano limitati al massimo i rischi connessi al gioco d’azzardo: finire in uno stato di dipendenza, non trovare un servizio socio-sanitario che sia in grado di affrontare una condizione di rischio o di vera e propria dipendenza, riciclare denaro sporco in questo settore. Peccato che il disegno di legge langua in Parlamento, dopo l’approvazione in Commissione Affari sociali.

Fino ad oggi lo Stato non ha offerto quasi niente a un giocatore in stato di dipendenza. Solo da pochi giorni il gioco d’azzardo patologico, malattia riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità, è entrato nei Livelli essenziali di assistenza che devono essere garantiti dal servizio sanitario nazionale. E nell’ultima legge di stabilità, per la prima volta, sono stati stanziati 50 milioni di euro per interventi sul gioco d’azzardo, prendendoli però da un fondo sanità già pesantemente ridotto nel corso degli anni.

Insomma, c’è ancora tanto da fare e speriamo di avervi accanto a noi in questa battaglia!

[FC - 58]  FC/SERVIZI/PAGINE ... 21 - 20/05/12DON ARMANDO ZAPPOLINI

Presidente del CNCA e portavoce della campagna Mettiamoci in gioco