Annuncio di lavoro per profilo ‘originale’: cercasi operatore sociale per anomalo sportello d’ascolto.

Requisito essenziale: il candidato ideale alla posizione suddetta dovrebbe essere ‘non troppo buono’, ovvero insufficientemente caritatevole, abbondantemente cauto e insopportabilmente appagato. Dovrebbe avere una ricca esperienza nel ‘mettere le giuste distanze’, senza essere completamente distaccato.
Dovrebbe, inoltre, avere buone competenze nell’avvicinare persone senza dimora, ma senza essere risucchiato mai troppo; non sentirsi onnipotente, né impotente, né perdente semmai cosciente di non fare il petulante.

Il candidato, a prescindere dal vissuto, dovrebbe essere ironico, mai sarcastico, dotato di naturale simpatia, non troppo cinico o sociofobico, ma sicuramente non dichiaratamente filantropo, diversamente altruista; in altre parole… discretamente egoista.

Di tutte le esperienze fatte cerchiamo l’accoglienza non la sudditanza, la gentilezza non la protervia.
Ci interessa di più cosa conosce di chi lo conosce, titoli, ma anche sottotitoli, motivazioni e direzioni, più accidentali che programmate, talenti, più che portenti, esperienze più che nozioni, persone più che apparenze.

Si richiedono alte capacità di problem solving, attitudine al multitasking e predisposizione al lavoro di gruppo, alta resistenza allo stress, ai cattivi odori, e ai forti rumori (nel mio caso, ferroviari).

Al bell’aspetto si predilige presenza possibilmente non scenica; distrazioni nel week end, puntualità quando tocca a te; si privilegeranno membri di famiglie miste, padri o madri di bambini piccoli o future ragazze madri, origini geografiche varie, case condivise, stanze mai vuote.
Sono d’obbligo la divisa, mai mentale, la pulizia, non guasterebbe anche quella igienica, scarpe chiuse, bocche non sempre aperte.

Alla lettera non allegare il curriculum, non apporre foto, non proporre slogan: accettiamo soluzioni, non problemi.

Sorvolate sulle referenze, non sottolineate le appartenenze.

Aggiungerete credito non prestigio.