Qualche  giorno fa raccontavo alla psicologa quanto sia importante per me scrivere. Mi ha fatto notare che adesso probabilmente sono pronta ad accettare quello che mi è successo, che ho la forza sufficiente per affrontare il dolore.

E allora vorrei iniziare da qui, vorrei iniziare raccontando cosa mi è successo. Ma per far ciò ho bisogno di andare parecchio indietro, ovvero a più di dodici anni fa, quando mi sono sentita male la prima volta. Stavo facendo il bagno al mare ed ho avuto un capogiro. Il giorno dopo sono stata portata in un ospedale e visitata: nulla, probabilmente stanchezza. Tornati dalle ferie sono andata dal mio medico che però a quel punto era in ferie! La sostituta mi consigliò di fare una lastra alla cervicale e da quel momento sono stata ripetutamente curata per un problema al collo. Me ne hanno parlato così tanto che anche io alla fine mi sono convinta che la colpa dei miei malesseri risiedesse lì! Eppure di notte continuavo a fare strani sogni: topolini che rosicchiavano mais.

I miei giramenti erano sempre più frequenti e accompagnati da fortissimi mal di testa. Poi arrivò il giorno in cui il dolore era troppo forte e me ne andai a casa di mamma: non poteva vedermi in quello stato e mi portò al pronto soccorso. La diagnosi non lasciava scampo. Tumore cerebrale. Mi hanno operata diverse volte ma ancora non ne sono completamente uscita: faccio molte terapie ma almeno i sogni sono finiti, è stato come se il corpo volesse avvisarmi, mettermi in guardia. Purtroppo non diamo sufficientemente peso ai segnali che ci invia, anzi, tendenzialmente li ignoriamo.

Mettere nero su bianco quello che mi è successo, la mia storia, ha improvvisamente reso tutto più reale, è stato come ricevere un pugno. Ora sono qui a lottare con i miei demoni.