Ci sono momenti nella vita che cambiano la direzione del nostro sguardo, modificano gli orizzonti, le percezioni, il modo di pensare. Ho un’età che Dante definirebbe “Nel mezzo del cammin”, più o meno, magari poco più avanti della metà del cammino, e di cambi di prospettiva ne ho già vissuti più di qualcuno.

Qualche volta è un incidente a spianare la strada. Capita che una mattina esci presto di casa per andare a lavorare e la macchina fa da sé, sbanda, ti fa schiantare paurosamente e ti lascia lì con ossa rotte, testa spaccata, polmone contuso e la strana sensazione che poteva andare molto peggio. Sul momento non ci pensi, ma poi ti rendi conto che guardi alla vita in modo differente, con maggiore serenità, consapevole di quello che hai e che non vuoi perdere. Altre volte è l’incontro con una donna speciale. Una donna che cercavi ormai senza speranza da anni e che alla fine si manifesta un po’ per caso. Sembra poco, scritto così, ma la donna giusta, al pari di un brutto incidente, può farti vedere il mondo da un altro punto di vista.

Tra gli eventi che cambiano la vita non posso che inserire l’incontro con la realtà di Binario 95. Sono approdato da queste parti l’estate scorsa, per un breve incontro sulla scrittura e quest’anno ho avuto la fortuna di poter replicare l’esperienza in modo più strutturato. Ho potuto costruire un percorso didattico per gli amici del centro e… alla fine mi sono reso conto che il percorso non era solo quello attraverso il mondo della scrittura, ma era anche il MIO percorso attraverso sensazioni che solo l’incontro con persone speciali può regalare.

La scrittura è il mio lavoro da tanti anni e l’esperienza con l’aula è sempre magica, perché trasmettere qualcosa agli altri ha il privilegio di farti stare meglio. I quattro incontri con gli amici di Binario 95 sono però qualcosa di molto diverso, hanno permesso il raggiungimento di un traguardo ben più elevato. Perché a un certo punto ti rendi conto che non sei lì solo per parlare di scrittura, ma per condividere la magia che solo la forza delle parole può creare.

Noi scrittori passiamo la vita a creare, ma anche a usare diligentemente la tecnica narrativa, perché l’idea non solo deve essere buona, ma anche bella. Be’, sono tornato a casa con la consapevolezza che alcune storie possano arrivare lo stesso, perché non importa come queste vengano raccontate, ma conta chi e perché lo fa. Ho imparato, sì, più che insegnare ho imparato io stesso.

Sono entrato nell’animo di persone gentili che erano lì per ascoltarmi, per trascorrere un paio d’ore di svago con la voglia di continuare a essere genuine. Ho manipolato insieme a loro storie magiche, nel senso di speciali, e raramente ho visto scrittori professionisti mettere tanto animo in quello che scrivono. Parlando di scrittura con Nadia, Massimo, Tullio, Aziz, Aurel, Daniele, ho visto il vero cuore della narrazione, la pulsazione che è al centro di ogni vicenda che meriti di essere narrata. La passione, la voglia di condividere, di tessere trame a metà strada tra la finzione e una realtà a volte scomoda, senza il timore di non essere all’altezza, perché chi tocca le corde delle emozioni non sbaglia mai.

Ecco, l’esperienza di questo corso di scrittura per me è stata come un grande incidente, come l’incontro di una persona speciale. Il giorno dopo non sei più lo stesso, guardi il mondo in un altro modo, con maggiore consapevolezza e con la voglia di essere migliore. Per te stesso, ma non solo. Perché nelle storie degli altri c’è la leva che può cambiare anche la tua vita.

A Binario 95 si respira un’aria speciale. Anche se sono uno scrittore non saprei descriverla con le giuste parole, perché è un’aria che va respirata sul posto, direttamente. Perché sono proprio le persone che rendono speciale questo posto. E la scrittura è solo il piacevole contorno, un modo speciale per stare tutti insieme. A raccontarci.

Autore: Andrea Franco

 

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Foto: Stefano Salvi