La violenza contro le donne nel nostro Paese ha numeri allarmanti, eppure quando sentiamo le notizie riguardanti questo fenomeno siamo portati a pensare che non capiterà mai a noi o alle persone che conosciamo. Non è così. In Italia 1 donna su 3 è vittima di violenza, fisica o sessuale, ma solo poco più dell’11% delle vittime denuncia il proprio aggressore (indagine ISTAT 2014).

WeWorld ha promosso e continua a promuovere diverse campagne di sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne. Tra i nostri principali alleati, Ferrovie dello Stato Italiane, che ci ha permesso di raggiungere e sensibilizzare un vasto pubblico, tra cui anche le donne che subiscono violenza e pensano di non avere via d’uscita perché vivono spesso isolate e rassegnate. Come è successo in occasione dell’ultimo 8 marzo (2016) quando con l’hastag #potreiessereio – simbolo della campagna – abbiamo voluto trasmettere il messaggio che la violenza è più vicina di quanto si pensi. Grazie a Ferrovie dello Stato, RAI e tante altre imprese abbiamo fatto conoscere le voci di donne che ce l’hanno fatta e le testimonianze delle nostre operatrici. Ciò ha spinto molte donne a reagire e chiedere aiuto. Ai nostri centralini, infatti, e a quelli dei progetti, sono arrivate decine e decine di telefonate di chi aveva bisogno di aiuto e di chi si offriva per darne. Segno questo che l’attenzione deve rimanere alta. Tutti i giorni.

Le campagne per dire basta alla violenza sulle donne, ci permettono di riportare sotto i riflettori dei media e all’attenzione di un vasto pubblico una questione per WeWorld – e per il nostro Paese – prioritaria. L’opinione pubblica, le istituzioni, i media e la società civile prestano oggi maggiore attenzione al tema. Tuttavia non è sufficiente, la violenza è l’effetto di un problema profondo: la mancanza di parità tra uomini e donne e il permanere di pregiudizi e stereotipi. Attraverso le nostre indagini (Rosa Shocking 1 e 2) abbiamo rilevato quanto gli stereotipi siano radicati in profondità nella nostra società. I dati più allarmanti ci raccontano che soprattutto i giovani (18-29 anni) ritengono ancora oggi che la violenza degli uomini sulle donne sia giustificata e legittimata da troppo amore, il che conferma non solo la sedimentazione di pregiudizi e stereotipi come elementi caratterizzanti la nostra cultura, ma rilevano che le generazioni più giovani recepiscono meno le sollecitazioni che arrivano dal pubblico e dal privato sociale.

C’è ancora tanto da fare e va fatto tutti i giorni, per questo ben vengano le collaborazioni tra primarie aziende nazionali ed attori del terzo settore.

Ferrovie dello Stato Italiane in questo percorso è al nostro fianco e l’apertura di punti di ascolto per le donne presso gli Help Center delle stazioni di Roma e Napoli, primo progetto sperimentale che ha raggiunto risultati notevoli, è un segnale importante di come l’azione di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne può e deve essere pervasiva.

Attualmente gli Help Center, presenti in modo capillare su tutto il territorio nazionale, sono 16 e costituiscono una vera rete di supporto alla lotta al disagio sociale coordinata dall’Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà nelle stazioni – ONDS. WeWorld ha iniziato a formare gli operatori e le operatrici degli Help Center di stazione, per poter sviluppare una metodologia di accoglienza in un’ottica di genere. Offrire strumenti per gestire il disagio nelle stazioni in modo attento alle differenze di genere, ci consente infatti di intercettare il fenomeno in maniera ancora più ampia e profonda e ci consente di stare al fianco delle donne, di accompagnarle in un percorso di tutela dei loro diritti e garantisce risposte e progetti individuali più adeguati per le donne vittime di violenza e tratta. In particolare il progetto ha consentito alle donne che si recano agli sportelli di trovarvi persone capaci di cogliere i segnali della violenza, indirizzando la risposta verso gli attori delle reti territoriali che si occupano in modo specifico del fenomeno (come gli sportelli SOStegno Donna che gestiamo in tre ospedali italiani – a Roma, al San Camillo-Forlanini – in collaborazione con lo staff di Pronto Soccorso e personale specializzato delle reti antiviolenza).

WeWorld è convinta che solo un’azione multidimensionale, capace di tenere unite tanto la sensibilizzazione dell’opinione pubblica quanto la risposta concreta ai bisogni, può veramente contribuire a ridurre la violenza contro le donne. Non facciamoci illusioni ci vorrà del tempo, ma è un piccolo motivo di soddisfazione vedere che Ferrovie dello Stato è al nostro fianco, insieme alla rete degli Sportelli ONDS. Questo è un modo per rendere il nostro paese un posto migliore, in cui tutte le forme di esclusione verso le donne, a cominciare dalla violenza, siano contrastate e affrontate.

Autore: Marco Chiesara – Presidente WeWorld

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