Il tema dell’intervento sociale in un’ottica di genere si inserisce in un quadro consolidato di attenzione specifica che il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane riserva al mondo femminile. Il nostro impegno si articola in vari modi sia all’interno che all’esterno dell’impresa. Penso ad esempio al forte impegno del gruppo FS sul tema della diversity & inclusion per assicurare la parità di genere e pari opportunità tra i dipendenti, o a iniziative come il Frecciarosa, la campagna di prevenzione contro il tumore al seno che da diversi anni organizziamo in ottobre insieme all’Associazione IncontraDonna onlus.

Il progetto “Help Women’s Center”, invece, individua come beneficiarie finali tutte quelle donne in difficoltà che si ritrovano nelle stazioni ferroviarie e che hanno bisogno di un aiuto specifico, per far emergere fragilità e ferite spesso celate. Si tratta di un pubblico eterogeneo, che va dalle donne senza dimora con una lunga storia di vita in strada alle spalle, a quelle con dipendenza da alcol o da droga, spesso abusate sessualmente, dalle immigrate che, con le varie ondate che si susseguono ormai senza sosta, si trovano sole, spesso con bambini molto piccoli, in contesti in cui l’immediatezza dell’intervento è cruciale per impedire che vengano risucchiate in meccanismi di sfruttamento e violenza. Gli Help Center, da quando esistono, hanno rivolto la loro attenzione a questo particolare tipo di utenza, che richiede in effetti un approccio del tutto singolare. Ben prima che gli interventi sociali in stazione venissero strutturati nella rete dell’ONDS, organizzazioni di volontariato come l’AGISJF, presente a Firenze Santa Maria Novella addirittura dal 1902 e attuale gestore dell’Help Center, si sono prodigate verso le ragazze e le donne sole. L’opportunità che si è creata con WeWorld di realizzare un corso di formazione pilota per due tra i principali centri di orientamento sociale nelle stazioni italiane, Roma e Napoli, auspicabilmente da allargare a tutta la rete, è importante per diversi ordini di ragioni. Anzitutto rafforza la qualità dell’offerta in termini di aiuto concreto che negli Help Center di stazione prende corpo. In secondo luogo, fornisce agli operatori nuovi e solidi strumenti per intervenire nei confronti delle donne immigrate che, come tutti gli indicatori internazionali ormai mostrano, lungi dal costituire un fenomeno contingente, sono invece un fattore strutturale del panorama della marginalità sociale con cui dovremo fare i conti per il prossimo decennio almeno. Infine – e mi piace sottolineare questo aspetto – si inserisce in un percorso ampio di interventi formativi che il settore Attività Sociali d’Impresa di FS sta promuovendo anche a livello europeo, insieme alle altre imprese ferroviarie che aderiscono alla rete Gare Européenne et Solidarité. Un esempio è il progetto Train in Stations, finanziato dal Programma Erasmus Plus e appena concluso con i colleghi di SNCF (Francia), CFL (Lussemburgo) e NRIC (Bulgaria), il cui obiettivo è formare gli agenti di stazione ai temi del disagio sociale, fornendo loro le conoscenze necessarie per riconoscere e comprendere le varie forme della marginalità nei contesti ferroviari e per attivare la rete dei servizi sociali deputati alla presa in carico. Il tema dell’accoglienza in un’ottica di genere può a buon diritto trovare posto in questo percorso di cui beneficiano gli stessi ferrovieri ed essere diffuso come buona pratica a livello internazionale.

LA RETE ONDS

ONDS_declinatoL’Osservatorio Nazionale sul disagio e la solidarietà nelle stazioni è un progetto di Ferrovie dello Stato Italiane, realizzato in partenariato con l’ANCI  e la Cooperativa Sociale Europe Consulting ONLUS, che ne cura la direzione tecnica ed operativa.

Nato per tentare di affrontare il fenomeno dell’emarginazione sociale e delle povertà estreme nelle aree ferroviarie, l’ONDS ha sviluppato studi e metodologie di intervento insieme agli Help Center, sportelli di orientamento e accoglienza oggi presenti nelle stazioni di Roma, Milano, Chivasso, Genova, Bologna, Firenze, Pescara, Foggia, Napoli, Catania, Bari, Messina, Torino, Melfi, Reggio Calabria e Trieste. Con il consolidamento di relazioni territoriali locali e di partenariati trasversali, questo laboratorio sperimentale si è consolidato tanto da essere oggi un occhio sempre più attento all’evolversi e all’emergere delle problematiche sociali, specialmente all’interno delle stazioni, portando la propria esperienza a servizio degli Enti locali, del Ministero e, attraverso numerosi progetti europei, anche fuori dai confini nazionali, partecipando al dibattito UE sul tema dell’homelessness. Con Anthology, il suo database per la condivisione degli interventi sociali, oggi usato anche da Roma Capitale e dal Comune di Napoli, l’ONDS ha aperto la strada all’applicazione del potenziale dell’IT nel campo della povertà estrema.

Autore: Fabrizio Torella – Responsabile Attività Sociali d’Impresa, Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.

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