Il giorno di laboratorio, al Binario 95, è un momento atteso. Un giorno diverso dagli altri, un giorno in cui si attende il pomeriggio per sperimentarsi in attività diverse che lasciano da parte angosce, paure, problemi.

Sin dalla sua nascita, il Centro ha investito molto sui laboratori creativi per i propri ospiti. Quelli di scrittura ed arte sono stati tra i primi ad essere sperimentati, seguiti da quelli di cucina, teatro, riciclo con la carta e quello, nuovo di zecca, di yoga.

Un modo nuovo e diverso per entrare in contatto con le persone senza dimora: i laboratori, che si sono sviluppati come complemento al servizio principale che fornisce risposte ai bisogni più materiali (lavarsi, mangiare e vestirsi), sono diventati, negli anni, un elemento essenziale di Binario 95. È stato dimostrato, infatti, come intervenire su diverse dimensioni, ad esempio quella relazionale, psicologica, affettiva, intellettuale, culturale, e non solo sul bisogno materiale, sia cruciale per ottenere risultati migliori sulla vita delle persone accolte.

Quest’anno, all’interno del laboratorio di scrittura del Binario 95, abbiamo sperimentato visioni nuove ed interessanti, che hanno riguardato le tecniche di narrazione. Una persona senza dimora, infatti, non è solo una persona che non ha una casa, ma è soprattutto un soggetto portatore di storie, di esperienze, di curiosità e di creatività.

È stato realizzato un laboratorio di narrazione con lo scopo di portare alla luce le esperienze dei partecipanti, che si sono raccontati e hanno condiviso le proprie storie con gli altri. La narrazione, guidata dalla pedagogista Elisabetta Colla, ha così avuto il potere di unire tutti, persone provenienti da diverse estrazioni sociali e culturale, di diverse etnie, di diversi orientamenti sociali. Attraverso letture di brani, visioni di clip, immagini e giochi d’aula, si è dato vita ad un vero e proprio gruppo, che è stato costante nel tempo, nel seguire settimanalmente il laboratorio.

Dall’oralità alla scrittura, è stata, poi, la volta della parola in forma scritta: due scrittori, Andrea Franco e Claudio Morici, hanno seguito gli ospiti del Binario 95 in un percorso che ha introdotto i partecipanti a precise tecniche di scrittura. Incipit, personaggi, svolgimento della storia, dialoghi, finale: ognuno, sotto la supervisione del conduttore, si è cimentato a scrivere i propri racconti.

Infine, è stato esplorato il mezzo fotografico, per raccontare le storie quotidiane che le persone senza dimora vivono. Dopo le lezioni dei professionisti del network Shoot4Change, al Binario 95 è stato allestito un vero e proprio set fotografico e, ad ognuno dei partecipanti, sono state regalate delle macchine fotografiche ‘usa e getta’. Dalla teoria alla pratica, nelle fotografie è stata raccontata la strada e la quotidianità, ma anche e soprattutto l’accoglienza e l’integrazione che queste persone stanno sperimentando.

Oltre al fatto di impiegare in maniera diversa il tempo, di imparare qualcosa di nuovo, di ritrovare fiducia in se stessi, di dar forma alla propria creatività, in questi momenti si sviluppa e si incentiva un fattore molto importante per il reinserimento sociale della persona senza dimora: la relazione, o, più precisamente, le relazioni che riescono ad instaurare non solo con gli operatori, ma anche con gli altri ospiti in un contesto di collaborazione e condivisione.

In questo numero di Shaker, Pensieri senza dimora, il giornale di strada che nasce proprio all’interno del laboratorio di scrittura del Binario 95, sono raccolte le esperienze, i lavori e le immagini dei momenti laboratoriali vissuti negli ultimi mesi, realizzati grazie al finanziamento della Fondazione Haiku Lugano. Sul canale Youtube, Binario 95 Tv, invece, si potranno vedere i video che raccontano questa esperienza.

Il numero di Shaker che racconta questa esperienza: