IN ITALIA, CRESCE LA POVERTÀ SANITARIA

Cresce la povertà sanitaria in Italia: sono sempre di più, cioè, le persone che non hanno soldi per curarsi. Il fenomeno coinvolge il 6,1 per cento delle famiglie italiane (l’anno scorso erano il 5,7). Lo dice il rapporto 2016  del Banco farmaceutico “Donare per curare. Povertà sanitaria e donazione di farmaci”, presentato oggi a Roma. Secondo i dati raccolti, nel 2016 è aumentata dell’8,3 per cento la richiesta di medicinali da parte dei 1.663 enti assistenziali sostenuti dall’organizzazione: in tutto, le confezioni di farmaci richieste in occasione della Giornata di raccolta (che si è svolta il 13 febbraio) sono state 994mila.

“Le famiglie che hanno problemi ad affrontare le cure sanitarie stanno aumentando con un passo superiore di quanto aumenti la nostra capacità di rispondere a questi bisogni – sottolinea Paolo Gradnick, presidente della Fondazione Banco farmaceutico onlus -. Serve quindi fare uno sforzo in più, serve un colpo di reni per fare un vero salto di qualità. L’auspicio è che i recenti provvedimenti adottati dal Parlamento per favorire la donazione dei farmaci di recupero risultino realmente efficaci. Le persone povere oggi in Italia dedicano il 60 per cento dei pochi soldi che hanno a disposizione per curarsi. Noi facciamo tutto quello che possiamo per aiutarli ma è importante anche che ci sia una reale semplificazione normativa”.Secondo il rapporto le persone povere destinano il 72,60 euro all’anno pro capite per compare farmaci ( in media se ne spendono 268,80), dunque quasi 6 euro di spesa su dieci finiscono in farmaci.

I problemi di accesso alle cure si fanno sempre più evidenti anche tra le organizzazioni che aiutano i più bisognosi, come sottolinea Monica Tola, di Caritas italiana. “Anche tra le persone che si rivolgono ai nostri sportelli di aiuto abbiamo registrato un incremento di interventi in ambito sanitario – afferma -. Molto spesso le persone arrivano al centro di ascolto senza esplicare il bisogno ma i nostri operatori riescono a intercettarlo”. Tra le cure a cui le famiglie non riescono a far fronte, spiccano quelle dentistiche e pediatriche. “Spesso le famiglie chiedono un prestito, anche al prestito della speranze della Cei, solo per poter curare i propri figli”. aggiunge.

Quest’anno il rapporto del Banco farmaceutico ha dedicato un intero capitolo ai migranti. “Oggi sta cambiando molto la popolazione migrante – sottolinea Silvano Cella, dell’Osservatorio sulla donazione dei farmaci -. Ci sono sempre più famiglie che fuggono da zone di conflitto con i figli minori. Abbiamo analizzato le patologie di cui soffrono. Per quanto riguarda i bambini le infezioni più frequenti sono quelle respiratorie e gastrointestinali, spesso legate anche alle condizioni alloggiative e di accoglienza. Mentre per gli adulti riscontriamo soprattutto malattie croniche  e quelle endocrino-metaboliche”. (ec)

Fonte: Redattore Sociale