Dai ricordi legati alla scuola all’arrivo a Roma, Nadia, ospite di Binario 95, oggi sogna una casa e una famiglia. Ed in questa breve intervista racconta un po’ di sé e delle sue esperienze.

 

Il tuo nome da dove deriva?

Mia mamma mi ha messo il nome ‘Nadia’ ricordando una canzone di Julio Iglesias. In russo questo nome vuol dire ‘speranza’.  Mi piace, è un bel nome, mi sento proprio bene in questo nome.

Quali sono i giorni più belli che ricordi della tua infanzia?

I giorni più belli che ricordo sono quelli in cui andavo a scuola: mi piaceva studiare e stare in classe. Poi, purtroppo, non ci sono andata più ed il momento non è stato tanto bello. Essendosi ingrandita la famiglia, con l’arrivo dei miei fratelli, dovevo dare una mano in casa ed aiutare il mio padrino nel suo lavoro. Ho passato dei brutti momenti e a 16 anni ho preso la terza media serale.

Qual è la separazione che ti ha fatto crescere, nella vita?

Quando ho lasciato Napoli per venire a Roma. Sono arrivata alla Stazione di Roma Termini e lì sono rimasta per un bel po’. Me la passavo brutta, fino a quando non ho incontrato Valeria, un’operatrice dell’Help Center, che mi ha accompagnata al Binario 95. Penso di aver perso qualcosa di Napoli e non so qui a Roma cosa succederà in questo periodo molto brutto della mia vita, soprattutto se riuscirò a trovare un lavoro. Spero che questa città mi riserverà delle soddisfazioni e delle novità.

Qual è ora il tuo sogno?

Vorrei trovare un lavoro come lavapiatti in alberghi, ristoranti o pizzerie. Vorrei trovare una casa in cui poter vivere da sola, una camera, una cucina ed un bagno. Questi sono i sogni: crearmi una famiglia, trovare una casa e un lavoro. Ho paura di non farcela, perché è parecchio che non lavoro.