Non posso credere che l’operazione sia stata fatta senza sapere che poi non ci sarebbero stati posti per accogliere quelle 800 persone, quelle 500 famiglie regolari. Sono anni che, a Roma, l’occupazione di Piazza Indipendenza è sotto gli occhi di tutti ma non sono mai intervenuti proprio perché sapevano che quelle persone non avrebbero avuto alternative.

Ora, mentre, per citarne una, abbiamo già da mesi 150 persone ogni notte alla stazione Tiburtina per le quali non ci sono alternative valide, mentre siamo ancora in attesa che inizino i lavori per trasformare il Ferrhotel Tiburtina, donato da FS al Comune ormai due anni fa, in un centro di accoglienza per scarsi 70 posti, mentre i posti di accoglienza istituzionali per le persone senza dimora a Roma non arrivano a 750 neanche nel periodo di freddo estremo, da dove si pensa che usciranno questi nuovi 800 posti? Dal cappello magico? No, purtroppo, mi spiace dirlo, non usciranno fuori.

E chi ha organizzato lo sgombero sono certo ne fosse consapevole, e se invece non lo era significa che non aveva il diritto di ricoprire quel ruolo. Quindi l’unica deduzione è che sgomberare fosse il male minore. D’altronde la pressione della società immobiliare era alta e le penali che stava pagando il Comune anche; e quale miglior momento se non in pieno agosto durante un nuovo allerta terrorismo? Tanto alla fine per strada ci vanno loro. E poi… che non lo troveranno a Roma un altro stabile da occupare?

Centro Astalli: Sgombero di rifugiati a Roma: risposta inadeguata a problemi complessi

Foto: La Presse