Posts byValeria Farina

LOTTE

Parlando di nonni, ho chiesto alla mia adottiva” di raccontarmi la sua storia. È impressionante ed avvincente, soprattutto perché, quelle cose che per te evocano lezioni di storia o gite scolastiche, lei le ha vissute. È lo spaccato di un diario ipotetico di Lotte Dann Treves, nata ad Augsburg (in Germania) nel 1912. Lotte era la più piccola di cinque sorelle. Trascorse la sua infanzia in Germania fino a quando fu
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DIRITTI OTTENUTI, DIRITTI NEGATI

Ho pensato ad un modo per rendere meno pesante questo argomento ma non c’è: è intrinsecamente complesso. La legge dicono che “è uguale per tutti” ma a volte dubito sia così. i si danno delle regole e ci si aspetta che vengano rispettate ma questo non vuol dire che siano sempre giuste. C’è chi si batte per cambiare le cose. Alcune questioni però se si migliorano da un lato, si
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ERRATA CORRIGE

Qualche  giorno fa raccontavo alla psicologa quanto sia importante per me scrivere. Mi ha fatto notare che adesso probabilmente sono pronta ad accettare quello che mi è successo, che ho la forza sufficiente per affrontare il dolore. allora vorrei iniziare da qui, vorrei iniziare raccontando cosa mi è successo. Ma per far ciò ho bisogno di andare parecchio indietro, ovvero a più di dodici anni fa, quando mi sono sentita
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FUORI DAL CARCERE, IL VOLONTARIATO CON I BAMBINI

Ho visto un video in cui i bambini piccoli bendati riconoscevano le loro mamme attraverso il tatto e allora mi sono chiesta se ciò avvenisse e come dentro ad un carcere. Per questo ho chiesto a Valentina Gnesutta dell’associazione A Roma, insieme – Leda Colombini. Se è vero che il loro motto è “nessun bambino varchi più la soglia di un carcere” è pur vero che il rapporto madre-figlio è fondamentale.
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NICOLA, MIO NONNO

Mi sono resa conto che parlo spesso del mio nonno paterno e quasi mai di quello materno, eppure ha ricoperto un ruolo molto importante nella mia infanzia. Gli ultimi anni della sua vita non avevamo un bel rapporto ed io ora ho paura che non sapesse quanto bene gli volevo. uando ero piccola e finivo scuola, mamma mi metteva sull’aereo e mi mandava a passare un po’ di tempo con
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VOLTI CHE RACCONTANO LE STORIE DEGLI ‘INVISIBILI’

Con il suo progetto Careful: Soul Inside, il fotografo e studente della Portland State University, Pedro Oliveira, ha lo scopo di rompere il “muro sociale” che rende le persone senza fissa dimora invisibili per gran parte del resto della popolazione. I suoi ritratti mozzafiato sottolineano l’umanità dei suoi soggetti e raccontano anche le loro storie. ono stato cresciuto da una madre single dopo la morte di mio padre, conosco bene le
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A DETROIT, UN CAPPOTTO OFFRE CALORE ED UN LAVORO AI SENZATETTO

Sei anni fa, Veronika Scott ha accettato una sfida dal suo professore universitario: progettare qualcosa per riempire un bisogno nella città di Detroit. E Veronika, una studentessa d’arte, ha trovato la sua ispirazione per le strade. “A Detroit, c’è questa grande popolazione senza fissa dimora che scompare nel paesaggio”, ha detto Scott. “Ho voluto fare un progetto per questa popolazione di persone che noi non vediamo”. Nel 2010, questa ragazza ha
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CHIACCHIERE DI VIAGGIO

Mentre una mia amica mi riportava a casa dopo aver passato la giornata insieme, le dicevo che ciò di cui sento maggiormente la mancanza è la mia indipendenza. Per avvalorare la mia tesi, le ho fatto due esempi. Il primo è stato l’impossibilità di prestare soccorso a mia nonna quando è caduta dalla sedia: l’unica cosa che sono riuscita a fare è stato chiamare aiuto. Lei era tagliata in più
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UNA FINESTRA A SBARRE

Sono sempre stata attratta dal mondo del sociale, motivo per cui decisi di fare volontariato all’estero, ed in particolar modo dall’universo femminile. Qualche settimana fa ho letto la notizia dell’inaugurazione di una tensostruttura all’interno della casa circondariale femminile di Rebibbia, uno spazio nuovo di zecca per ospitare le attività delle detenute: uno spazio che sarà anche condivisione, uno spazio in cui le detenute potranno incontrare esperti e dialogare delle loro
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RIFLESSIONI

Mi ha fatto un certo effetto leggere le mie parole su mio nonno. Dopo la lettura sono stata sommersa dalle immagini di me e nonno. E allora c’era la volta che mi portò a fare un vaccino ed io piangevo disperata, così disperata che lui non sapeva più cosa fare per calmarmi. Sono uscita dallo studio medico con gli occhi rossi, un gran mal di testa e un ago spezzato:
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PICCOLO CAMMEO

Ricordo che quando ero piccola e nonno mi prendeva in braccio il mio passatempo preferito era guardare il “vecchietto”: una testa scolpita di una persona anziana. Non saprei spiegare come mai ma mi affascinava tantissimo. Nel frattempo mi cantava una canzoncina per bambini per insegnarmi i numeri fino a sette: l’avevo fatta mia e rielaborata, tanto che ad oggi mi ricordo perfettamente la mia versione e faccio fatica a ricordare
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QUESTIONE DI TEMPO

Ultimamente mi capita spesso di fermarmi a riflettere sui “tempi”, mi sto rendendo conto che, molto più spesso di quanto credessi, i nostri tempi non coincidono con quelli degli altri. E allora, se ti aspetti che una cosa accada in un determinato momento, vuol dire semplicemente che TU l’avresti fatta capitare in quel preciso istante. La vista di una pubblicità mi ha riportata indietro nel tempo… così indietro che gli occhi
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INCIPIT

Continuo imperterrita a fissare il cursore come se lui potesse darmi una risposta. Come inizio? Ed invece lui è lì che lampeggia senza però rispondere. In sottofondo una playlist che mi fa compagnia. Ma le canzoni le conosco così bene che in realtà i testi mi distraggono e allora penso che forse dovrei cambiare genere. l titolo della rubrica è Dalla mia finestra: ma fuori è buio e io non
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BRONTOLO

Vedo il telegiornale e mi deprimo. Leggo le notizie e mi abbatto. Guardo il mondo e vengo colta da una infinita tristezza. Ovunque poggi lo sguardo c’è qualcosa che va male. Siamo circondati da brutture. Si cerca di porre rimedio a situazioni puntuali affrontando le emergenze quando invece sarebbe più efficace affrontare le questioni a monte e non quando esplodono. Certo, le mie lamentele non servono a molto se poi
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DALLA MIA FINESTRA… VEDO IL MONDO!

Dalla mia finestra…vedo il Mondo! entre scrivo trasloco: da casa di mia mamma a casa mia. Da un sesto piano ad un piano terra. Cambia la prospettiva, non solo fisicamente ma anche interiormente. Intorno ho parenti, amici ed un gatto che è fonte delle mie preoccupazioni! Ho avuto ciò che scientificamente si chiama ependimoma – che come nome dovrebbe spaventare meno! – ma altro non è che un tumore al
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