Category: IN TRINCEA

LO SCRIVERE ALL’IMPERFETTO, O MEGLIO ESSERE IMPERFETTI E SCRIVERE

Perché è noto che la scrittura è terapeutica? Perché permettere che una narrazione abbia luogo tramite il mezzo scritto è curativo, meglio degli effetti benefici di un’erba officinale lasciata in infusione, di una lezione di yoga infrasettimanale, di mezza tavoletta di cioccolato fondente? Perché questo per una persona in stato di disagio sociale sembra un risultato enorme? Provo a dare una risposta. Perché scrivere è comunicare, quindi comunicare a qualcun
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ESERCIZI DI IMMAGINAZIONE

Un operatore sociale che si rispetti, di quelli che “o-d-i-a-n-o” veramente il loro lavoro, perché si sono inzuppati di esso, in esso si sono immersi come in un temporale estivo, come in un amore non corrisposto, in un dolce troppo zuccheroso… un operatore sociale di quelli, insomma, che dopo la speciale attrazione verso quella cosa che gergalmente chiamo il ‘bene’, ne sono usciti talmente tramortiti e scottati che solo la
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“DALL’INDIVIDUO AL SISTEMA”, PASSANDO PER UN’ISOLA PEDONALE

Prendo spudoratamente in prestito per qualche minuto il titolo di un famoso saggio d’autore per raccontarvi una storia.  Roma, fino a poche settimane fa, due signore, abbastanza avanti con l’età, hanno fatto, per molti anni, della loro casa un giaciglio a pochi passi dalla Stazione Termini, a ridosso di Piazza dei Cinquecento. Cosa ci fanno due donne anziane su un isola pedonale vicino alla stazione ferroviaria principale della nostra Capitale? Perché
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AAA – CERCASI OPERATORE SOCIALE NON TROPPO BUONO

Annuncio di lavoro per profilo ‘originale’: cercasi operatore sociale per anomalo sportello d’ascolto. Requisito essenziale: il candidato ideale alla posizione suddetta dovrebbe essere ‘non troppo buono’, ovvero insufficientemente caritatevole, abbondantemente cauto e insopportabilmente appagato. Dovrebbe avere una ricca esperienza nel ‘mettere le giuste distanze’, senza essere completamente distaccato. Dovrebbe, inoltre, avere buone competenze nell’avvicinare persone senza dimora, ma senza essere risucchiato mai troppo; non sentirsi onnipotente, né impotente, né perdente
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