Primo piano
ESCLUSIVA: Rinasce Paese Sera e questa volta รจ on-line
di
Valentina Di Fato
In Anteprima Shaker intervista Silvio Di Francia il nuovo direttore di uno storico attore della comunicazione della città di Roma, il giornale Paese Sera, oggi rinato on-line attraverso un accattivante sito Web. Questa volta i contenuti saranno scritti, fotografati, videoripresi e spediti dagli stessi cittadini di Roma.
Come rinasce Paese Sera e con quale spirito?
Paese Sera è stata una testata che ha accompagnato larga parte della storia dell’Italia del dopoguerra. Dopo una pausa durata una quindicina d’anni, Paese sera rinasce all’interno del nuovo mondo e del nuovo secolo, ma soprattutto in un contesto caratterizzato dall’utilizzo delle nuove tecnologie. In questo caso, infatti, rinasce online. Quello che vogliamo fare è coniugare l’esigenza di un giornale popolare, nel senso di strumento collettivo accessibile, ed un giornale di orientamento democratico e progressista.
Dopo 52 anni com’è cambiato Paese Sera? Quale è la differenza tra il giornale cartaceo e quello online?
Sotto alcuni aspetti non c’è alcuna differenza. Le idee nascono sempre dal confronto tra le persone: la realtà è la stessa. Lo strumento, ovviamente, è totalmente diverso. Questa cosa comporta un elevato grado di interattività, vale a dire la possibilità che non ci siano soltanto lettori ma anche interlocutori: attraverso i video, segnalati da chi ci legge, possiamo avere la possibilità di avere un’informazione diretta e partecipata. Una volta, nel giornale cartaceo, questo spazio era quello riservato alle lettere, la nuova impostazione del giornale online dà ai lettori la possibilità di essere protagonisti dell’informazione. In particolare per quello che riguarda il territorio di Roma, uno sguardo diretto alla città ed uno spazio riservato ai singoli municipi è quello che offrirà Paese Sera online. Il cartaceo a volte non consente di andare oltre, l’online consente di rompere lo steccato del numero di pagine e dello spazio, che potrebbe essere illimitato. Essendo agli inizi, con molta sobrietà, partiremo con alcune inchieste, cercando di allargare la capacità di ascolto e di intervento.
Internet, interattività, rete, ma la carta stampata è davvero morta?
Assolutamente no. Penso ci sia una contaminazione di strumenti: c’è una sorta di interattività tra il cartaceo, il televisivo e la rete. Dalla carta stampata alla web tv, dalla web tv alla rete, dalla rete vera e propria si ritorna in video e ancora alla televisione: arriviamo così alla definizione della parola “multimedialità”.
Sedici Novembre: il digitale terrestre sostituisce la tv via cavo e Paese Sera va online. È un caso?
Sì, forse è un caso. A questo punto, però, vogliamo volentieri leggerci una coincidenza. L’operazione digitale terrestre, probabilmente tecnologicamente inevitabile, nasce condizionata dal duopolio televisivo. La legge Gasparri presuppone un potere politico che, per la prima volta nella storia di questo Paese, è totalmente identificato con il potere della comunicazione televisiva, enorme ed invadente. Nello stesso giorno, la città di Roma vede rinascere uno strumento di carattere interattivo che cerca di creare una rete. Una risposta che suona in questo modo:”tante piccole reti crescono”. Ecco, Nuovo Paese Sera vuole essere una di queste voci.
Chi è il pubblico a cui si rivolge il Nuovo Paese Sera e come pensate di coinvolgere le nuove generazioni che utilizzano internet e i social network per comunicare tra loro?
Paese Sera si rivolge a tutti, in particolare a coloro che non si accontentano dei luoghi comuni. I social network non sono uno strumento solo per i giovani, ma vengono utilizzati da tutte le persone curiose. Porto un esempio: qualche giorno fa un sito legato ai diritti civili aveva diffuso una campagna per l’adesione al testamento biologico. Hanno risposto prevalentemente persone di una certa età, dimostrando che non è vero che internet è campo esclusivo delle nuove generazioni. Paese Sera si rivolge a chiunque è curioso ed a chi non si accontenta di un’informazione piatta, sciatta e preconfezionata, ma vuol essere protagonista nel momento in cui riceve un’informazione. Un feedback continuo è essenziale, i nostri lettori non si arrendono davanti al declino della socialità.
Quindi se abbiamo un problema possiamo “dirlo a Paese Sera”?
Certo! Ancora di più e con strumenti nuovi! Lo slogan “Dillo a Paese Sera” che risale a quando questa testata era un’importante vetrina per la città di Roma e del Lazio, oggi viene rimodernato con nuove tecnologie e nuova partecipazione: “Dirlo a Paese sera” significa oggi diventare protagonisti dell’informazione.
Ed allora.... WWW.PAESESERA.IT


