Editoriale
DIGNITA'
di
Alberto Balletta
La vita va avanti, continua, ognuno cammina, ma il guaio è che la gente non è più gente libera. Ha i suoi modelli da seguire senza rendersi conto che assimila esempi sbagliati perdendo personalità, sensibilità, appiattendo i valori, facendo diventare tutto reale. Così si procede senza politica in tutti i campi. I pensieri non sono più caratteristici, tutti seguono senza pensare. Interessa la finanza, i mercati, lo star meglio, guadagnare ma la famiglia, il sociale (che è essenziale) dove sono finiti? Si spendono cifre per seminari inutili, cooperative, associazioni: tutti hanno merito sulla carta. La chiesa sente ma non risponde. Si scorgono sorrisi che non giovano, tante dicerie inutili ma di concreto c’è solo un letto, un posto e tante norme a non finire. In strada tutti ti vedono, nessuno ti conosce, la gente soffre e nessuno se ne accorge. Qual è l’inganno? Che cosa è questa psicologia senza cuore che indirizza la gente nello stesso modo? Vorrei sapere che cos’è la coscienza, cos’è il dolore, cos’è l’amore, spiegazioni su solidarietà e umanità. Perché la scienza per dare risposte certe non fa convegni nelle scuole, nelle università sui diritti della vita? Non bisogna creare persone uguali sulla via, che seguono tutti gli stessi modelli. Ecco perché adoro e mi affeziono ai bambini, ai cuccioli dei cani, loro sono naturali, non sono deviati, non hanno modelli da seguire. Guardo gli sguardi per capire se è vero quel che penso, mi accorgo di avere ragione. Una certa categoria di persone non esiste, pur essendo presente essa serve per essere usata a tutti i livelli da amministratori e delegati, per avere riscontri dal potere esercitato. Avendo la certezza, stanco di sentirsi dire “Come va? Come stai?” ho deciso di estraniarmi, tanto la materia e lo spirito non potranno mai dialogare. Mantengo la mia dignità il più possibile, assecondando il tutto, per un letto e un pasto abbandonato, mi faccio da parte e passo sopra a tutto. Soffro e soffro tanto per davvero, perché non ci sono ragionamenti. Un chi, un però, un perché, un come, un sì, un dolce no. Chissà come finirà? Ho detto qualcosa del mio pensiero, vorrei mi spiegassero con argomenti giusti. Per far come un signore (Don Luigi di Liegro) che diceva “Una città in cui un solo uomo soffre meno è una città migliore”.
articolo pubblicato sul numero 3 di Luglio 2007

