VOLONTARIAMENTE PASQUA!
di
Amici di Shaker
Sveglia presto per finire gli ultimi preparativi, esco di casa un po’ in ritardo e ripasso nella mente… perfetto, non manca nulla. Piove. Stazione Termini, via Marsala 95.
Un cancello di ferro freddo reso più accogliente da un cartellone con una grossa lumaca con la casa sulla schiena e un nome simpatico: Binario 95. Entriamo.
Al di là del cancello tante persone indaffarate, un bacio, una stretta di mano, due battute… Si sente subito che è una giornata speciale. Guardo più attentamente e vedo che alcuni di loro in dossano un grembiule e allora ci sbrighiamo a tirare fuori i nostri…quasi fossero dei lasciapassare per questa casa particolare, tutti capiscono che siamo noi quelle che aspettavano… Allora ecco comparire uova, farina e mattarelli e, mentre fuori preparano la brace, noi dentro cominciamo ad impastare… e quasi per magia la stanza si riempie di aria di casa, chi non lavora alla pasta gira intorno al tavolo dando consigli appresi chissà dove e più impastiamo, stendiamo, tagliamo, più su ogni viso, guardando attentamente, appare una casa, la sua casa, quella lasciata da qualche parte o quella che ha sempre desiderato. Così uova e farina conducono in un viaggio che tocca tutta l’Italia, per poi trasferirsi in una casa in Svizzera, una in Germania, Polonia, Romania e volare fino ad una casa di Cuba.
Nei loro occhi e nelle loro voci si vede e si sente quella casa… È ora di pranzo: tutti mangiano seduti intorno al grande tavolo, contenti.
Io guardo tutti stupita, quasi incredula di quello che siamo riusciti a fare, ma loro no, erano certi che questa Pasqua avrebbe portato tutto questo.
Alla fine, come tutti i padroni di casa che si rispettino, dopo aver sistemato la cucina, si godono il meritato riposo. Allora eccoli, chi dorme davanti alla televisione, chi legge un libro preso dalla libreria, chi solleva le gambe stanche per la lunga giornata e racconta storie ormai lontane. E io penso che a volte basta davvero poco per tornare ad essere a casa.
(Giulia Silvestrini)
articolo pubblicato sul numero 5 di Aprile 2008
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