INTERMUNDIA
di
Girolamo Grammatico
Anche quest’anno presso i giardini Nicola Calipari (piazza Vittorio) si tiene la festa cittadina dell’intercultura: Intermundia, l’evento che riunisce la cittadinanza attorno a tematiche come il dialogo, il confronto e l’educazione. Dal 21 al 30 maggio infatti la città potrà conoscere le culture più numerose presenti a Roma (e in Italia) attraverso conferenze, workshop e performance artistiche di vario genere. Per una settimana ci sarà spazio per tutte le età.
Dai momenti mattutini per le scuole, a quelli di approfondimento il pomeriggio e più ludici la sera. Ma Intermundia è molto di più di una festa, di una rassegna. Intermundia è una possibilità per i singoli individui e per le istituzioni. La possibilità di conoscere in profondità non solo le culture che abitano e si mischiano con la nostra, ma anche gli attori di questo cambiamento. La ricchezza di tutte queste risorse si mostra in piazza con un’ilarità che difficilmente i media mostrano.
A passeggiare per Intermundia di venta difficile non sperare in un futuro migliore fatto di incontri tra le diversità, fatto di ibridazioni e di consapevoli distanze.
Roma diventa così non più un simbolo nazionale, ma mondiale e riscatta quella tanta demonizzata globalizzazione di cui si conosce solo la confusione di un termine che ha fagocitato troppa sociologia. Piazza Vittorio diventa in questo modo l’oculare su cui poggiare il nostro occhio interiore e scrutare la bellezza di un mondo fatto di infinite importanti sfaccettature.
Come disse Herbert George Wells: “La nostra vera nazionalità è l’umanità” e ad Intermundia si migra dentro se stessi.
articolo pubblicato sul numero 5 di Aprile 2008
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