AMBULANDING
Venditore ambulante di abbigliamento
di
Antonio Maniscalco
Daniele Lucaroni
In piazza del Verano incontriamo un uomo sorridente che vende vestiti, cinture e
piccoli oggetti. Incoraggiati dal suo buon umore, lo avviciniamo e dopo una breve chiacchierata iniziamo la nostra intervista. Pur rispondendo a tutte le domande senza problemi, anche lui preferisce non rilasciarci foto. Antonio alla fine decide anche di comprare una maglietta e una cinta. Dopo l’acquisto lo salutiamo e torniamo al centro.
Da dove vieni?
Dal Marocco. Precisamente dalla città di Agadir.
Da quanto tempo sei in Italia?
Da due anni circa.
Ti piace il lavoro che fai?
Per forza deve piacermi: non c’è altro, io mi accontenterei di qualsiasi lavoro.
E con i soldi che guadagni?
Riesco a inviarli in Marocco, ma con la crisi attuale riesco difficilmente a inviarne una
quantità sufficiente. Lavoro sia in città che in spiaggia, ad Ostia per esempio.
Dove dormi?
Sono in affitto con tre amici e pago 400 euro.
Come si comportano gli italiani con te?
Tutto sommato bene ma il buono e il cattivo c’è in tutti i paesi. Preferisco stare in
Italia, perché in Marocco non riuscivo a trovare lavoro, anche se anche nella mia città
ci sono venditori ambulanti.
Daniele al bar. Beve il suo cappuccino, poi guarda la commessa e le dice “Allora?
Noi quando ci rivediamo?” La commessa un po’ arrossisce, ma lui si salva in corner
dicendo “E vabbè, ci vediamo quando ci vediamo”. Poi mi guarda e mi fa “E daglie no,
stamo in un posto, se volemo fa riconosce o no ?”
articolo pubblicato sul numero 6 di Luglio 2008
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