CARA MODESTA...
di
La Redazione
Cara Modesta. è bello parlarti, dopo più di venti anni. è bello ritrovarti accanto a me. Vorrei dirti diversamente, ma le cose dai tuoi tempi non sono molto cambiate. Io vivo sempre in strada. Ed avrei ancora bisogno di cure. Grazie a te ho anche una residenza, oggi; ed è un onore avere il tuo nome sulla carta di identità. Ma domani? Mi dicono che in questi giorni stanno discutendo una legge per cancellare anche la tua via ed in fondo togliere la memoria di quello che eri e che rappresenti per noi. Lo stanno facendo persone sedute su poltrone molto più comode delle nostre panchine, dei nostri marciapiedi. Vorrei che tu potessi vederli... Loro non hanno mai patito il nostro freddo, la nostra assenza di tutela, di calore e di diritti. Dicono che la strada l’abbiamo scelta. E così si lavano la coscienza. Dicono che in fondo non vogliamo essere aiutati. E così evitano di farlo.Forse loro non hanno avuto un padre che li malmenava o una madre che non esisteva. Forse loro non hanno perso il lavoro per una malattia. Ma non è un problema. Andiamo avanti. Come sempre. E sono certo che lì dove ci stai aspettando una residenza non ci servirà neanche.
Shaker
articolo pubblicato sul numero 9 di Marzo 2009
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