LE RESIDENZE NELLE CITTA': ROMA

di  Girolamo Grammatico

Secondo la LEGGE 328/00 la residenza per persone senza fissa dimora è un servizio che spetta ai Comuni erogare. Dal sito del Dipartimento V del Comune di Roma (Assessorato alle Politiche Sociali) si legge che a Roma, nel febbraio del 2002, è stato istituito un indirizzo anagrafico convenzionale che permette alle persone senza dimora di ottenere una residenza fittizia. Dalla precedente “via della Casa Comunale” si passò a “via Modesta Valenti” in memoria della donna senza dimora morta nel 1983 perché i soccorsi si rifiutarono di trasportarla in ambulanza a causa delle sue condizioni igieniche. Essendo Roma molto grande si è pensato di articolare la distribuzione delle residenze per le venti municipalità individuabili attraverso il numero civico. Per migliorare l’erogazione del servizio il Comune viene supportato da una dozzina di Associazioni che permettono l’iscrizione anagrafica presso le loro sedi o strutture. Tra queste le più attive in tal senso sono: Associazione Centro Astalli, Caritas, Casa dei Diritti Sociali, Sant’Egidio. Ad oggi, però, il riconoscimento della residenza viene effettuato a discrezione del Municipio che valuta, secondo criteri interni a chi concederla. Dall’istituzione di via Modesta Valenti ad oggi si è venuto a creare uno squilibrio che ha calamitato una grossa fetta dei senza dimora a farne richiesta al primo Municipio, raggiungendo una massa critica di difficile gestione per i servizi sociali, mentre i restanti diciotto municipi economizzando sulle spese, hanno limitato l’erogazione del servizio. Uno dei requisiti per ottenere la residenza con maggiore facilità è riuscire a dimostrare di averla avuta in passato nel Municipio in cui si fa richiesta o riuscire, almeno, a trovare un lavoro di qualsiasi tipo che legittimi la presenza nel suddetto Municipio. Ad oggi non esiste un dato ufficiale a Roma di persone senza dimora con residenza fittizia, le stime variano. Dato certo è invece il fatto che, a causa delle difficoltà di accesso al servizio dovute a prassi confuse e comunque poco diffuse, tra le persone senza dimora quelle senza una residenza sono in numero maggiore di quelle con una residenza convenzionale.

articolo pubblicato sul numero 9  di Marzo   2009


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