AUGURI
di
Federico Bonadonna
27.03.2009
La diffusione dei giornali di strada in Italia e in tutta Europa, si è avuta a partire dagli anni ’90. Una stagione ricca di iniziative su una questione allora emergente, quella delle persone senza dimora, oggi realtà drammatica sotto gli occhi di tutti in costante aumento. In ogni città italiana, a Firenze come a Brescia, a Napoli come a Bologna, è apparso un giornale di strada grazie alla passione di promotori culturali, operatori sociali, gente di strada: uomini e donne in carne e ossa che condividevano l’obiettivo di far sentire la voce di chi non ha voce. Tornava alla mente il lettore operaio di Brecht che si chiedeva: “Chi costruì Tebe dalle sette porte?” Non i re, ma gli uomini con la loro fatica anonima quotidiana che conquistavano il loro diritto alla storia.
Avevano nomi splendidi questi giornali: Scarp de tennis, Fuori Binario, Piazza Grande oppure La Farola, The Big Issue, Terre di Mezzo. Alcuni erano scritti da professionisti”, molti invece direttamente dalle persone che vivevano, condividevano e raccontavano il percorso della propria vita e della strada. Quella stagione è finita da un po’, molti giornali hanno chiuso, schiacciati dalla necessità quotidiana e dal fatto di non rappresentare più una novità. In controtendenza, a Roma, città che non ha mai avuto un suo giornale di strada, parte oggi una sfida nuova dal sapore antico, al quale non possiamo non fare i nostri migliori auguri.
articolo pubblicato sul numero 1 di Dicembre 2006
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