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Donne: l’emancipazione possibile

Il primo congresso delle donne italiane, Roma 1908: Presentazione del libro e dibattito in Campidoglio

di  Valentina Di Fato

Donne sedute attorno ad un tavolo, donne che rivendicano i propri diritti, donne che dibattono. Oggi come cento anni fa. Ad un secolo dal primo congresso nazionale delle donne italiane si è parlato di questione femminile e di tematiche di genere durante il dibattito organizzato da Praxis, scuola di politica e territorio, «Donne “nuove” di un secolo fa. Cento anni in salita tra società e politica», martedì 07 luglio nella sala del Carroccio del Campidoglio.

Un confronto scaturito dalla presentazione del libro «Il primo congresso delle donne italiane, Roma 1908» di Claudia Frattini ed edito da Biblink Editori per la Biblioteca di storia moderna e contemporanea.

Un punto di vista giornalistico su una delle iniziative più originali del secolo scorso: un importante momento dell’emancipazionismo femminile italiano che ha visto operaie e maestre, artiste e scrittici, borghesi e socialiste, cattoliche e protestanti incontrarsi per un significativo momento di confronto e partecipazione.

« Si è trattato di un fenomeno assolutamente interessante – afferma l’autrice della pubblicazione, Claudia Frattini –  e per certi versi originale, comunque unico nel suo genere. Partendo dai dati raccolti dalla stampa dell’epoca ho voluto ricostruire una fotografia dell’immaginario collettivo, sociale e culturale dell’epoca, e sottolineare, soprattutto, la trasversale partecipazione femminile».

Dal 23 al 30 aprile del 1908 le strade di Roma si sono popolate di uno straordinario fermento, ma anche di tanta incredulità di fronte alla rivendicazione dei diritti delle donne all’interno della società. Sette giorni che hanno visto l’interesse di istituzioni, stampa, politica e Paese tutto per la prima grande e organizzata irruzione femminile nella sfera pubblica.

Una settimana durante la quale il mondo femminile ha mostrato il suo lato nascosto, le sue molteplici facce ed un’unitarietà dovuta alle necessità di un genere.

Nonostante il grande eco suscitato, il congresso si è rivelato un evento ben poco incisivo nella realtà storica, sociale e culturale del Paese: ha, infatti, lasciato un grande vuoto su tematiche scottanti quali l’autorizzazione maritale, il divorzio, la patria podestà e il voto.

Eppure i nodi che stanno al fondo della questione femminile, urgenti e necessari ieri, sono attuali ancora oggi. Tanta strada è stata fatta da questo primo incontro ufficiale e, a più di sessant’anni dalla conquista del voto, si discute ancora di maternità riconosciuta, del ruolo della donna che lavora come educatrice dei suoi figli, ma soprattutto del percorso di ingresso femminile nella società e nelle politica.

La parola a Tetyana Kuzyk, Consigliera aggiunta del Comune di Roma, partita dall’Ucraina nove anni fa e donna politica immigrata in Italia, a Rosanna De Longis, vice direttore della Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma, a Donatina Persichetti, Presidente della Consulta Femminile Regionale per le Pari Opportunità, a Monica Lucarelli, l’imprenditrice Presidente del Comitato strategico UIR Femminile Plurale e ad Anna Maria Isastia,  professoressa di Storia Moderna e Contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza. A moderare il dibattito un’altra donna, Donatella Parisi, Responsabile Informazione della Fondazione Centro Astalli di Roma.

Donne che ce l’hanno fatta, che ricoprono ruoli istituzionali, che sono a capo di imprese e che pianificano le linee guida della cultura del nostro Paese: insieme nel faticoso cammino di una completa emancipazione femminile.

 

All'interno le foto e il video dell'incontrotenutosi Martedì 07 Luglio nella sala del Carroccio del Campidoglio.



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