Shaker's corner
di
Alessandro Radicchi
L’arte è espressione dell’anima. È attraverso l’arte che l’uomo riesce a creare ponti tra il visibile e l’invisibile. Ed è affacciandoci a quei ponti che ci soffermiamo a scrutare gli orizzonti delle nostre vite; è in quei luoghi limbici che rincorriamo le intuizioni delle nostre speranze e delle nostre aspirazioni. Sentire, vedere, toccare l’arte che viene dalla strada è un privilegio.
L’espressione della sofferenza di orme lasciate da percorsi tortuosi e complessi, ’esternalizzazione di paure moderne o ataviche, e di gioie trasparenti o ingenue. La liberazione del preconcetto di se stessi attraverso la creazione e la catarsi, danno a questo medium spirituale ed emozionale un ruolo cardine nel percorso di ricostruzione del castello delle certezze, della rete delle proprie sicurezze.
Questo percorso non ha il diritto di essere relegato sui lettini degli psicanalisti, dove morirebbe implodendosi, ma deve avere l’opportunità di offrire la sua luce, le sue suggestioni ed i suoi segreti al mondo.
Shaker esiste anche per questo.
articolo pubblicato sul numero 10 di Giugno 2009
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