Via della Campanella
di
Gianpaolo Donà
A via della Campanella
C’è un drago ed una stella
Un chiromante che fa le carte,
al penultimo piano una bella
ti regala il paradiso.
E ti regala un sorriso
Un certo tipo rubicondo
Insegnandoti come si vive
Come si può fregare il mondo
Appena giri l’angolo- dice-
Diffida di tutto e tutti…
-intanto fa contento me
che veglio su di te.
Mi basta qualche soldo
E questo coltello lo rimetto in tasca.
-grazie- non aver paura,
volevo solo scherzare!...
vai tranquillo, gira i tacchi.
Puoi pure andare dove diavolo ti pare!
A via della Campanella
C’è un uomo che viene e va
Con uno strano bagaglio.
Qualcuno dice ch’è un musicista
Qualcun altro ch’è un matto.
-in realtà, faccio il violinista…
-disse in risposta ad un bambinononché
l’accordatore di pianoforti
all’accademia di Santa Cecilia.
Aggiunse con un tono un bel po’ seccato-
L’ultima sua sviolinata
Fu ad una rapina in banca
Tutta di una certa… tonalità
Una sventagliata di mitra
Sparata all’impazzata.
Risultato: un gran casino
E un bel po’ di banconote,
ammucchiate nella sacca
A via della Campanella
Una donna fa un inchino, e dà un bacio
Ad una immagine sacra,
si raccomanda al buon Dio
Col segno della croce e una preghiera,
prima che il giorno muoia
e si confonda con la sera.
Un ragazzo, vola scendendo le scale
Inneggiando alla squadra del cuore,
-pensando- finché vince e non perde
per me è gioia e nessun dolore.
Qualcuno legge laggiù sulla via
Il giornale del mattino.
Risponde ad un tizio:
- Non è successo niente!..
È solo passato “a miglior vita”
Quel tipo strano.
Quell’artista “violinista”
Dell’ultimo piano.
articolo pubblicato sul numero 2 di Aprile 2007
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