È successo al binario 95
World of Difference - Donatella e Rosalba
Descrivi le sensazioni del tuo primo giorno al centro diurno Binario 95.
Donatella - Il mio primo giorno di “ lavoro” al Binario mi sentivo leggermente smarrita, confusa, con il dubbio di non riuscire a dare quello che avevo dentro ma con la consapevolezza di stare nel posto giusto e in pochi attimi ero a “casa”.
Rosalba - Di assoluto abbandono. Aspettavo che qualcuno mi prendesse per mano, che mi guidasse in questo mondo fino allora a me sconosciuto.
Perché hai deciso di partecipare al programma World Of Difference della fondazione Vodafone e passare tre mesi con chi vive ai margini della società?
Donatella - Ho seguito la Fondazione e i loro progetti dalla nascita: volevo essere protagonista di un mondo che ho sempre sostenuto attivamente e mi sono ritrovata davanti persone con un nome e una propria dignità che sono, purtroppo, attori di
“quel mondo” che non vuole fargli da teatro.
Rosalba - L’idea iniziale era dedicare l’intera mia giornata agli “altri”, quando questi altri sono stati gli emarginati, chi guarda la normalità del vivere quotidiano come una cosa straordinaria, credevo di essere inadeguata. Conoscevo la parola “barbone”e nient’altro.
Cosa ti aspettavi?
Donatella - Non avevo un’aspettativa definita, non avevo idea di quello che stavo per vivere; pur cercando di immaginarlo non si può comprendere la quotidianità degli “ospiti” del Binario 95: mi aspettavo di incontrare persone bisognose di un pasto caldo o una coperta, invece dietro ogni richiesta c’è una storia di vita vissuta e di vita futura.
Rosalba - Di vivere un’esperienza a se stante e non di un’esperienza di vita.
Hai trovato ciò che ti aspettavi?
Donatella - Ho trovato molto di più di ciò che pensavo ho conosciuto persone capaci di donare quel poco che possiedono.
Rosalba - Dippiù. Pensavo di dare amore, forza, sorriso e invece li ho ricevuti io. è impossibile scordarsene...
Raccontaci un cosa che ti ha colpito, un evento, un fatto, una parola.
Donatella - “Con la penna si può far tutto: fare, disfare e confondere solo se stessi”.
Rosalba - I più bei momenti li ho vissuti con il laboratorio di cucina. Adoravo andare a fare la spesa con tutti loro, quando Daniele mi prendeva sotto braccio o quando Livia mi raccontava dei segreti del suo ragù. Quando poi ho visto Giovanni pelare le patate o ho ricevuto i ringraziamenti di Calogero perché ero riuscita a farlo stare davanti ai fornelli sono stata una donna felice.
Com’è stato ritornare al tuo mondo, al tuo lavoro? Cosa è cambiato?
Donatella - Tornare al “mio mondo” è stato difficile, mi mancavano i loro sorrisi, i loro racconti e confidenze. Ringrazio Vodafone per avermi dato questa possibilità di mettermi a confronto con un mondo che vive al margine permettendomi di valorizzare maggiormente i valori e le cose davvero importanti nella mia vita; prima di questa esperienza qualora vedevo una persona ai margini della strada offrivo monete ora chiedo come stanno.
Rosalba - Giorni sempre uguali in cui non c’è la sorpresa di un abbraccio, di una lacrima. Adesso penso che la scala delle mie priorità si sia leggermente modificata.
Lo rifaresti?
Donatella - Si, decisamente si.
Rosalba - Quando si inizia?
Cosa hai imparato da questa esperienza?
Donatella - La DIGNITà è un bene di tutti!!!
Rosalba - Il barbone non esiste.
Usa una metafora per descrivere l’esperienza.
Donatella - Come ammirare un fiore che sboccia…
Rosalba - è come se per la prima volta qualcuno ti prende per mano e ti porta nel bosco in cui da bambini ti insegnano che ci sono le streghe, gli orsi cattivi, i serpenti, le trappole e invece trovi gli uccelli colorati, i cerbiatti, gli orsi buoni, le violette profumate, le fragoline. Se adesso dovessi disegnare un bosco potrei usare l’intera gamma di colori, con tutte le loro sfumature!
Descrivici l’ultimo giorno al Binario 95.
Donatella - Era mercoledì tutti raccolti intorno al tavolo per il laboratorio di scrittura, ci stavamo scambiando pensieri, racconti e poesie e alcuni di loro mi hanno dedicato i loro versi per ringraziarmi per la dolcezza e la sensibilità rivolta loro; sono io che LI RINGRAZIO.
Rosalba - Gli ultimi tre giorni mi sono sembrati un unico giorno. La domenica abbiamo fatto la pasta con tutti gli ospiti: un’esperienza indimenticabile! Farina ovunque e tutti a cimentarsi nel fare i “fleja”. Il pranzo è stato quello più bello fatto con loro. E già cadevano le prime lacrime... Il lunedì e il martedì, ultimo vero giorno, sono stata sempre a parlare con ognuno degli ospiti a scambiarci le sensazioni della reciproca conoscenza. Ma quando Calogero mi ha detto: “Non credevo che in Vodafone ci fossero delle ragazze come te e Donatella. peccato che voi andate via e noi rimaniamo qua…”, le lacrime ormai erano alla vista di tutti.
articolo pubblicato sul numero 11 di Ottobre 2009
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