IN BOCCA LA LUPO
di
Flavia Alaggio
Fabrizio Schedid
24.03.2009 Innanzi tutto, in bocca al lupo, Shaker! In bocca al lupo per tutto quello che sei.
Mi piace associarti all’immagine del tavolone del centro diurno “Binario 95”, quaggiù in Via Marsala. Mi piace vedere il tuo riflesso negli occhi dei variopinti giornalisti che, seduti attorno a quel tavolo, ti hanno pensato, voluto, sofferto, costruito pezzo per pezzo, riga per riga, parola per parola. Mi piace scorrere il tuo titolo in prima pagina e pensare un tavolo di lavoro in dialogando con Fabio, l’operatore, gli ospiti si raccontano le loro anime tracciate a inchiostro sui fogli stropicciati del centro. Mi piace poi accorgermi che a questo tavolo ci si stringa per far posto al lavoro ed alla passione degli altri operatori, e poi ad altri professionisti, ai volontari, ai senza dimora che passano per Termini, caro Shaker. Mi piace, Shaker, pensare che il tavolo attorno a cui gli ospiti di “Binario 95” hanno lavorato, sia infinito…
Eh sì, caro Shaker, è bello pensare che questo tavolo sia infinito, grande abbastanza da mostrare il colore di tante esperienze, alcune più fortunate, altre meno, ma capace, quando serve, anche di stringersi attorno a questi colori, per proteggerli, e conservare tutte le più piccole sfumature… E, come tutti i giovanissimi, ha in sé il potere di diventare tutto ciò che vuole e la voglia di essere solo ciò che vuole. E c’è quell’entusiasmo, come quando un bambino fa qualcosa di meravigliosamente inaspettato e tu non puoi che dire:“Ma tu guarda che ha saputo fare!!!”. Questi giornalisti, tutti, hanno una creatività, una capacità di trasformare in parole scritte i loro sentimenti più nascosti, che certe volte mi fa venire un pizzico di invidia, come dicono al paese mio: “Mi fa schiattà!”. Ma, mi raccomando, tu non glielo dire…ssshhh!
articolo pubblicato sul numero 1 di Dicembre 2006
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