Strade del Mondo

In Viaggio Verso Est - Capitolo 3 - Arrivo a Mosca

di Stefano Bonanni

Arrivati a Mosca cominciamo a girare alla ricerca di una sistemazione. Evitando gli alberghi, cerchiamo un posto che possa metterci  in contatto con la cultura locale. Così, la nostra scelta ricade su di un appartamento al quinto piano di un vecchio palazzo sovietico, dove una anziana signora ci ospita in cambio di qualche rublo. La casa non è molto grande, ma sembra accogliente. Dopo aver disfatto le valigie, andiamo alla scoperta della città..

Entrando nella Piazza Rossa per la prima volta provo sentimenti contrastanti. Quante persone si sono ritrovate qui, quanta della storia degli ultimi secoli è stata scritta dietro queste mura. In questi 60000 metri quadrati è racchiusa gran parte dell'essenza della Russia. Cammino lasciandomi alle spalle la porta della resurrezione. Non l'originale. Purtroppo quella è stata demolita da Stalin nel 1931, ritenuta scomoda per parate e manifestazioni.

Tuttavia trovo in questa fedele ricostruzione un gran significato: la voglia della gente di riprendersi ciò che il comunismo gli ha tolto. Ad ogni passo l'odore di storia aumenta. Cresce proporzionalmente al numero dei dettagli che riesco a percepire nella ricchezza del posto.

Decido così di posizionarmi nel centro, per immedesimarmi il più possibile con l'atmosfera che via via mi avvolge. E' emozionante sentirsi parte della storia, e qui sembra che tutto resti  immobile.

 

Vedo le mura del Cremlino. Davanti, il mausoleo di Lenin. Mi piacerebbe scrivere: “Qui Lenin riposa in pace”, ma non è così. Subito dopo la sua morte, egli è stato sottoposto a diversi trattamenti, che ancora oggi, a distanza di molti anni e di molti soldi spesi, gli consentono di essere esposto lì, a mezzo busto, come se stesse riposando.

L'importanza che questo corpo ha continuato ad esercitare negli anni, nel cercare di portare avanti un'ideologia, è fuori dubbio. Ma per quanto tu possa conservare nel tempo le fattezze di quello che è stato un simbolo, finito il comunismo anche esso ha perso ogni significato.

 

Vedo il palazzo che ospita il museo della Storia Russa. Qualche giorno dopo la curiosità ci spingerà a visitarlo. La collezione va da reperti rupestri dell'età preistorica, ad oggetti del XX secolo. Nonostante la mostra sia molto vasta, ne rimarrò deluso. Sembra quasi che la storia russa riguardi esclusivamente rivoluzioni e guerre. Tutto il resto non è considerato. D'altronde questo è un museo dedicato alla storia politica del paese. E' una coincidenza che la politica, qui, vada di pari passo con l'uso della forza. Ciò che però vogliamo vedere con il nostro viaggio è un'altra faccia della Russia. E' la storia di tutte quelle persone che hanno subito le decisioni della politica. Questa però, non la possiamo trovare in un museo. Sotto le grandi statue che narrano di epici personaggi, camminano oggi persone comuni a cui è stata tolta ogni dignità. La proporzione delle statue rispetto alle persone ricorda il posto che quest'ultime assumono nella società.

Vedo la cattedrale di San Basilio. Dedicata ad un tale Vasily, che predisse che alla partenza dell'esercito per Kazan – Città sotto il dominio dei Tatari, discendenti dei bulgari -  Ivan Il Terribile avrebbe ucciso suo figlio. Cosa che puntualmente accadde. Vasily morì durante la battaglia di Kazan e fu seppellito dove ora sorge la cattedrale. I colori sono i più variopinti, ma come per tutti gli altri edifici della piazza, quello che sembra risaltare maggiormente è il rosso del sangue che è stato versato.

Dietro di me, una splendida facciata ottocentesca cela il fallimento del comunismo. Il grande palazzo che occupa la parte orientale della piazza, una volta rappresentante con il suo mercato il simbolo dell'economia sovietica, ora è passato ad un economia di mercato. Da qui si possono distintamente leggere molte delle marche più affermate dell'occidente. A meno di 200 metri di distanza: comunismo e capitalismo, sono ancora li, uno di fronte all'altro. Questo è possibile solo perché esse non sono niente altro che due facce della stessa medaglia. Due ideologie differenti, ma messe in pratica dalle stesse persone. Quelli che erano ideali di uguaglianza sono stati trasformati nell'esercizio dell'oppressione. Da qui si può scegliere di entrare nel centro commerciale o nel mausoleo di Lenin. Ma non si ha una vera alternativa. E per questo decidiamo di non scegliere, ed usciamo dalla piazza. L'unica differenza che trovo tra queste due ideologie è che una è cosciente di essere morta da tempo. I russi per anni si sono convinti che i rubli non dessero la felicità, ora però stanno subendo il fascino del dollaro. Il capitalismo invece non si rende conto di essere morto. Ciò è dovuto al fatto che la scia di fetore che continua ad emanare, per il momento si sente solamente nel sud del mondo. Dove fa più caldo. Dove ormai avviene l'intera produzione mondiale. Dove molti stanno male in favore di pochi. Se si prende atto di ciò, non ci si può stupire se la figura di Stalin in Russia, piano piano, sta riacquistando onore. Ciò che prima percepivo come un velo di magia, ora mi dà un senso di nausea. La piazza è invasa da turisti. Tutti passano, scattano foto, ma nessuno si ferma ad ascoltare. Ad ascoltare la vera storia di questa piazza. Non basta entrare nella cattedrale, nel museo o vedere Lenin per capirla. Qui c'è la tribuna dei teschi. Qui sono state giustiziate delle persone perché non ritenute fedeli alla nazione. Bisogna fermarsi ad ascoltare le urla, per poter comprendere a pieno i costi di questa piazza.

 

 

Capitolo 1- La Partenza
Capitolo 2 - Alle porte del comunismo
Capitolo 3 - Arrivo a Mosca
Capitolo 4 - Per le Strade di Mosca
Capitolo 5 - Transiberiana
Capitolo 6 - Siberia

 

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Contatta l'autore:  bonanni@centrogandhiroma.com


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