BUONANOTTE ACCANTO AL RE DELL'ALBA

di  Gianpaolo DonĂ 

Un barbone, dopo tanto girovagare per la città alla ricerca di un luogo di fortuna dove passare la notte, finì in una specie di giardino semi-abbandonato di periferia. Ben felice di avere scoperto una panchina sotto un albero, si lasciò sedere esausto, sistemando poi tutti i suoi averi in quella specie di giaciglio improvvisato rivelatosi davvero una manna; anche se mal ridotto, ma più che utile e necessario per dormirci il meno peggio possibile. Con qualche coperta e degli indumenti che si portava sempre appresso, allestì un rudimentale letto abbastanza comodo. Dal fondo di una sacca rimediò un panino e una bottiglia mezza piena di vino, gustandosi così quella che doveva essere in qualche modo la sua cena; purtroppo però, non a saziarlo in abbondanza, dato quel bel po’ di fame che aveva e che si portava sempre dietro. Girando un po’ lo sguardo, notò dietro alle sue spalle una specie di orto recintato, con all’interno un rudimentale pollaio allestito alla buona da qualche residente del luogo. -Toh!- esclamò tra sé e sé- Abbiamo pure le galline… -almeno una notte allegra in questa frustrante desolazione. A pensarci bene… una bella gallinella per cena ci vorrebbe proprio, altro che questo schifo di panino con la mortadella che mi porto dietro da due giorni! Il pollo con i peperoni?! E chi lo ha visto più ?! Ormai me lo sogno!!..è da secoli nei secoli che non mi gusto un buon piatto così. È passato tanto di quel tempo che quasi non mi ricordo più quel bel profumino e che sapore ha! E come lo cucinavano bene là nella trattoria di Trastevere, nei pressi della zona dove abitavo. Ci andavo tutti i giorni... allora me lo potevo permettere… Altri tempi!! Bei tempi che, purtroppo, (e lo dico senza retorica), non ritorneranno più. Non me ne ero accorto: -Ullallà, qui c’è anche il gallo!! – esclamò voltandosi, udendo un rumore all’interno del recinto. -Sua maestà il re del pollaio!! Evviva! Caro il mio re, come va? Beato te che sei inconsapevole del tuo destino;

lo dico nel senso che, prima o poi, verrà qualcuno a tirarti il collo proprio come si fa con le galline. Ti confesso che sinceramente mi dispiace.

D’altra parte devo dirti: beato te, che non ragioni. Che non hai dei sentimenti, una coscienza... Da questo punto di vista in tutta franchezza vorrei proprio essere come te: cioè, andare avanti alla giornata senza il continuo tormento di pormi questioni su questioni, ragionamenti su ragionamenti che non approdano a nulla. Quello del fare e non fare. Se agisco bene in un modo o nell’altro. Sembra fatto apposta: per quanto ci si studi ad agire nel migliore dei modi, sembra che sia peggio, perché – tutto – manco a dirlo, da un bel po’ di tempo va a catafascio!! Si fanno tanti bei progetti, a vagoni, che però rimangono tutti lettera morta. Nessuno che va in porto! Si naviga nel fiume della desolazione più completa, che sbocca dopo tanto arrancare nell’immenso mare del niente. Desolatamente senz’acqua. Essiccato dal tempo. Mi dirai che sono un pessimista, che questa negatività che sto subendo è solo un periodo passeggero. Una temporanea parentesi destinata a dissolversi prima o poi, e sfociare in un modo positivo e prolifico. Ti rispondo che, anche se non lo può sembrare, io non sono un pessimista, ma un ottimista convinto. Ho fatto questo ragionamento solo per evidenziare che sono un essere umano come tanti; con i difetti e pregi di tanti altri, e che nella vita, avrò sbagliato come tanti altri mortali. Purtroppo, il destino (come appunto a tanti altri) mi si è rivoltato contro, e quando tira il vento contrario non si può fare nulla; non c’è volontà che tenga per riuscire a risalire la china, dove in passato ho sempre operato e agito positivamente. Quindi, ora, non ho proprio nulla da rimproverarmi, anche se non smetto di lottare-. Dopo questi ragionamenti, spossato al massimo, si addormentò.

Si risvegliò all’alba col canto del gallo, riaddormentandosi con un sorriso, ben felice di aver trovato un amico: il re dell’alba!

Il gallo, intuendo lo stesso, dopo il primo canto, per quel mattino non continuò più, lasciandolo sognare e dormire tranquillamente fino a mezzogiorno.

 

 

articolo pubblicato sul numero 2  di Aprile   2007


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