IL BARBIERE DI VIA SAPRI

di  Luigi Solano

Milko è un uomo di mezza età ed esattamente conta 55 natali. La sua terra d’origine, la Bulgaria, è un paese povero. Un ricordo caro, certamente, ma senz’altro e soprattutto una triste nomina per quei tanti che, come lui, hanno cercato di soddisfare altrove la fame di serenità e di una vita decente che accomuna tutti gli uomini che soffrono. Che accomuna tutti gli uomini veri.

La storia di Milko è quasi un insegnamento morale. Beninteso, nessuno intende fare di lui un paladino, un simbolo di chissà quale virtù. Tuttavia le sue qualità morali ci fanno pensare all’esistenza di una seconda immigrazione: quella degli animi, della voglia di fare bene.  E ci fa pensare che le cose che ci aspettiamo dagli altri possono anche essere inferiori a ciò che noi offriamo loro. Con un rito spontaneo e umile Milko ogni giorno taglia i capelli a decine di persone, stranieri e italiani. Persone povere perlopiù, ma persone.   

La cosa sorprendente non è tanto la tariffa fissa di due euro - simbolica o quasi- ma la cura e l’affetto con le quali lavora. Milko ha iniziato la sua attività in via Sapri, al centro diurno O.S.A.L.A. Per questo, nonostante sia ormai noto come il barbiere di via Marsala, a noi piace chiamarlo così: il barbiere di via Sapri. A noi che insieme a lui abbiamo frequentato quel centro, e lì abbiamo riso, mangiato, a noi che insieme a lui abbiamo fatto la doccia, ascoltato vecchie canzoni e che abbiamo scherzato sul suo modo di pronunciare la parola fama; anzi la parola “famosità”; da qualche mese questo particolare acconciatore sta vivendo un periodo di celebrità. È stato inviato a entrambe le prime reti nazionali e tra le altre cose un articolo che lo riguarda è stato pubblicato sulla prima pagina de Il Messaggero.

Tuttavia a coloro i quali come me hanno ogni giorno modo di parlargli e di ascoltare i suoi sentimenti, Milko continua a presentarsi come persona umile, vera, come persona che ha bisogno di dare. Come il barbiere di via Sapri.

 

 

 

articolo pubblicato sul numero 2  di Aprile   2007


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