Primo piano

In viaggio verso est - Capitolo 10 - Nanning e l'incontro con Lylin

di Stefano Bonanni
25.01.2011

Stafano e Barbara, i viaggiatori inviati speciali di Shaker, continuano il loro viaggio in Cina. Una nuova avventura li porterà verso Nanning ed un incontro speciale segnerà il loro cammino: l'ospitalità ricevuta da Lylin, una giovane ragazza cinese, rende preziosa questa tappa.

 

"Un senso di malinconia pervade il mio spirito. Qualche giorno fa ho “festeggiato” il mio ennesimo compleanno. Ormai sono alcuni mesi che siamo in viaggio eppure non riesco a trovare quel che cerco. Dovunque arriviamo trovo terra bruciata, inevitabilmente contaminata dall'occidente. A volte è ancora calda, si sente l'odore di quello che fu, ma non c'è alcuna via di uscita, se realmente vogliamo penetrare all'interno della cultura asiatica, perché si ancora credo che da qualche parte si nasconda, non possiamo farlo con i mezzi occidentali. Dobbiamo abbandonare il treno ed evitare di stazionare in grandi città. Trascorsa una settimana su di una piccola isola tropicale nel sud della Cina, il nuovo anno ci ha portato consiglio. Così, ci mettiamo in viaggio verso Nanning, da dove ho in mente di acquistare due biciclette per procedere il nostro viaggio verso sud, e attraversare il Vietnam da viaggiatori indipendenti Prenotato un piccolo ostello ci spostiamo e incominciamo la nostra avventura. I problemi che fino ad ora abbiamo incontrato nel viaggiare per le città cinesi qui saranno accentuati di molto. Oltre la bicicletta dovremo procurarci tutto il materiale per poter essere auto-sufficienti: l'attrezzatura da campeggio e scorte di cibo. Mentre camminiamo per una di quelle strade dai nomi impronunciabili, alla ricerca di un negozio che possa fare al caso nostro, una giovane ragazza cinese si ferma, e con il suo goffo inglese si offre di aiutarci. Cartina alla mano, cerca di spiegarci dove ci troviamo, noto però una certa titubanza nell'indicarci la strada. Mi è già capitato altre volte che mi siano state date informazioni erronee, così senza perdere altro tempo, la ringrazio e continuo per la strada che avevo intrapreso. Ciononostante la ragazza continua a seguirci e decide di accompagnarci lei stessa a destinazione. All'inizio la sua presenza mi infastidisce, gli abitanti qui mi hanno dato l'impressione di non fare niente per nulla in cambio, e chi non ha gli occhi a mandorla rappresenta solo una buona opportunità. Tuttavia mi dovrò ricredere, la spontaneità di questa ragazza mi lascerà molto colpito. Tant'è che diventerà la nostra accompagnatrice e traduttrice ufficiale nei giorni avvenire. Lylin, poco più che ventenne, vive in una piccola casa nei sobborghi della città. Dalla statura bassa, un corpo esile, timida, ma allo stesso tempo forte, quella forza che ti viene nel dover crescere da sola e dover fare da madre al fratello più piccolo. Una persona tanto umile che quasi ti mette in soggezione, ma allo stesso tempo dotata di una bontà che ti mette a tuo agio. Aggirato il problema della lingua, ci mettiamo alla ricerca della nostra attrezzatura, ci vorranno alcuni giorni affinché riusciremo a procurarla tutta, e questo ci darà modo di conoscere sempre meglio la nostra nuova amica. Dopo alcuni rifiuti per non voler gravare ulteriormente su di lei, una domenica accettiamo un invito a pranzo. Arriviamo un po' prima per cercare di aiutare nella preparazione. La casa è disposta su tre piani, ognuno è composto da una stanza di 20 metri quadrati circa. All'entrata c'è la cucina, al primo piano la stanza dove dorme il fratello ed infine la sua camera. Le finestre che occupano un lato della casa, una su di ogni livello, affacciano sul muro di un altro palazzo. Le mura interne ed esterne non sono dipinte, così, la casa assume il colore grigio tipico della calce, sembra un palazzo ancora in costruzione. Non c'è elettricità e quindi nessun frigorifero, i letti sono in legno senza alcun materasso e tutte le stanze sono prive di mobilio. Da una parte questo posto mi da un senso di essenzialità, non turbandomi molto. E' un posto dove questi ragazzi dormono, dove possono cucinarsi qualcosa grazie alla bombola del gas che è al piano terra, e poi la loro vita la passano altrove. Quasi ne sono affascinato. Prima di mangiare andiamo al mercato locale a fare un po' di spesa. Anche qui troverò molte sorprese. In una via chiusa al traffico, su dei lunghi tavoli di legno, alcune signore vendono della carne appena macellata. Non c'è nessun frigorifero, nessuna copertura. Alcune donne agitano un pezzo di stoffa nel tentativo di allontanare la miriade di mosce che giacciono sulla carne. Non so perché ma la cosa mi diverte. Compriamo un po' di carne, delle uova della verdura e torniamo a casa a cucinare le pietanze. Finito il pranzo ci dirigiamo in uno splendido parco dove trascorreremo il resto della giornata. Quando ci saremo abituati alla presenza della nostra compagna, saremo ormai pronti per ripartire ma sapendo questa volta di aver lasciato qualcosa nel nostro cammino. Aver costruito un legame. È un piccolo puntino da aggiungere sulla nostra carta geografica, e a cui pensare in futuro. Senza il suo aiuto l'impresa di continuare questo viaggio in bicicletta non sarebbe stata possibile. E anche se non leggerà mai queste parole, dal profondo del mio cuore devo dirle : GRAZIE!"

 

Stafano Bonanni

 

  • Capitolo 1- La Partenza
  • Capitolo 2 - Alle porte del comunismo
  • Capitolo 3 - Arrivo a Mosca
  • Capitolo 4 - Per le Strade di Mosca
  • Capitolo 6 - SIBERIA
  • Capitolo 7 - Mongolia
  • Capitolo 8 - Dentro la Mongolia
  • Capitolo 9 - Per le strade della Cina


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