LA ROMANIA IL NOME, LA LINGUA
di
Alberto Balletta
Contemporaneamente al cambiamento climatico, gli Euroindiani si sarebbero spostati verso Est e soprattutto verso Sud in Europa, insediandosi infine nell’area del Danubio e dei Carpazi. Questa ipotesi viene confermata dal calendario italico di 10 mesi, modificato dal re Etrusco-Romano Numa Pompilio (715-673 a.C.) con l’introduzione dei mesi di gennaio e febbraio che mutarono il significato dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre. Col passare del tempo cambiarono anche i nomi. Si chiamarono Traci dal centro del fiume fino al Mar Nero, mentre Celti, Gaelici o Galli e Germani coloro che occupavano i territori dal centro del Danubio all’Atlantico. Domiziano (87 d.C.) ne conquistò una parte, poi fu sconfitto da Decebalo. Fece un trattato di pace che gli antichi considerarono il trattato della vergogna.
Negli anni 105-106 d.C. ebbe inizio la conquista della Dacia effettuata da Traiano: le scene degli scontri furono scolpite sulla Colonna Traiana. La Dacia, uno dei più potenti stati dell’antichità, perse la sua indipendenza ed entrò a far parte dell’Impero Romano. La fede cristiana si affermò in Dacia grazie all’opera dell’apostolo Andrea (sepolto a Patras). In Dacia la predicazione del cristianesimo avveniva in lingua latina. La romanizzazione della Dacia, per tanto, fu un processo prolungato che si protrasse fino ai secoli VI e VII. La lingua rumena trae la sua origine dalla lingua latina come tutte le lingue romanze. La coscienza del popolo romeno, della propria origine romana è dimostrabile dal mantenimento della denominazione roman, continuazione diretta del latino romanus, con il quale si identifica tutta la popolazione romena del Nord e Sud Danubio. La conversione fino ai nostri giorni di questo termine ereditato dai tre rami della romanità orientale (i Dacoromeni chiamati ruman o romani, gli Aromeni chiamati armani o ramani e fino a poco tempo fa anche gli Istromeni, divisi da quasi mille anni a causa dell’insediamento a Sud del Danubio degli Slavi e dei Protobulgari a partire dal secolo VII) dimostra senza dubbio l’unità etnica di un popolo. Dalla forma germanica dell’etnonimo Valah (Valacco), proveniente dal Walh, nome che i Germani dettero a coloro che parlavano la lingua latina intendendo, quindi, sempre il romano, deriva lo slavo Valoh, il latino Valachus, l’ungherese Olah e il greco Vlachas. Valacchia è pertanto nome equivalente a Romania.
articolo pubblicato sul numero 2 di Aprile 2007
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