Editoriale
DIGNITA'
di
Kossi Komla-Ebri
Viviamo in un mondo, che sfoggia e si vanta di avere una pletora di mezzi di comunicazione, un mondo dove tutti parlano, alcuni sentono e ben pochi ascoltano. Quante parole! Parole usate, abusate, annegate in sopraffazioni che innalzano la competitività a fede, in un mondo avaro di collaborazione e sempre di più parsimonioso in solidarietà. Sopravviviamo in una società arida, grondante di solitudini, affamata di silenzio con tanti visi cupi, irritati ed ispidi che talvolta si sorridono, ma raramente ridono. Paradosso del mondo globalizzato: mai come oggi all’epoca dei telefonini, sms, internet, chat e viaggi intercontinentali a low cost ci sentiamo così tanto soli e privi di calore umano.
Forse abbiamo bisogno di qualche cosa che non ha l’arroganza né la suscettibilità dell’orgoglio. Qualche cosa che non abbia la superbia e l’indifferenza della fierezza e tanto meno la boria, la supponenza e la prepotenza della vanità, della gloria. Abbiamo disperatamente bisogno di riscoprire la gioia delle cose semplici e soprattutto di fare comunità, sentendoci responsabili gli uni degli altri. Oggi ci manca quella cosa che ha il sereno pudore della certezza, al filo con la coscienza, incuneata oltre la speranza per ridare decoro al nostro essere, un senso al nostro vivere: un valore. Quello della dignità. La dignità è quella cosa che permette di guardare il proprio volto allo specchio senza vergogna e poter sorridere alla propria anima riflessa nel volto altrui. Dignità come fondamenta di ogni nostro agire. Il rispetto per la dignità della persona umana da coniugare al plurale: dal neonato nel cassonetto al lavoro precario, dai senzatetto alla casa, dalla clandestinità alla cittadinanza attiva, dai CPT alle carceri, dalla prostituzione agli anziani, dal malato quotidiano fino al terminale in fin vita... Salvaguardare sempre la dignità dell’Uomo. Non permettere mai che venga calpestata. Diceva il mio vecchio: “La povertà non è un difetto né una malattia di cui aver vergogna. La cosa da non perdere è la dignità. La dignità è l’unica ricchezza del povero”.
Non è un bene commerciabile: non si vende né si compra la dignità! “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata” recita l’articolo I - capitolo1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Tutelata certo non da leggi ma da valori. Un’utopia?
articolo pubblicato sul numero 3 di Luglio 2007
|
|











