Speciale PRS
La presentazione del Piano Regolatore Sociale
di
La Redazione
19.12.2011 Intervista a Sveva Belviso, Vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale
Vicesindaco Sveva Belviso, quali sono i benefici che questa amministrazione e i cittadini trarranno dal nuovo Piano Regolatore Sociale?
I benefici saranno immediati. Infatti con l’approvazione del nuovo PRS ci sarà un abbattimento delle liste di attesa e un ridimensionamento dei tempi di accesso ai servizi e una sostanziale semplificazione degli stessi. Uno dei principi fondanti del nuovo piano regolatore infatti è proprio quello dell’equità sociale, dell’omogeneità delle istituzioni e della riduzione delle barriere burocratiche. Elaborando le procedure d’azione secondo le necessità dell’utenza e fornendo le risposte adeguate e calibrate al bisogno, si garantirà di fatto un’omogeneità di intervento per i cittadini e per i territori.
Con il nuovo PRS nasce poi il sistema informativo sociale, un punto di riferimento per il settore, grazie al quale ci sarà una tracciabilità delle informazioni e dell’assistenza sociale. Ciò significa che il cittadino, soprattutto quello con fragilità, non dovrà portare con sé i propri documenti cartacei, ma il tutto sarà gestito da un sistema informatizzato, con la tracciabilità di ogni singolo dato.
Queste azioni, oltre ad avere un carattere di innovazione sociale, hanno anche un sostanziale risvolto nell’efficientamento della macchina amministrativa in quanto poter capire la tracciabilità del dato significa non cedere più allo stato emergenziale, ma programmare con puntualità.
Come nasce il Piano regolatore sociale?
A differenza degli scorsi PRS, questo è un piano che parte dalla fotografia dei bisogni. Il principio ispiratore è la cultura del dato, cioè sapere qual è il bisogno e quale è la necessità del nostro cittadino. Più di 1.200 persone hanno partecipato alla costruzione del Piano Regolatore Sociale, divise in gruppi e in forum tematici e tutti coordinati dalla Commissione di piano. Questi soggetti poi hanno prodotto ed elaborato le proposte che sono state trasformate nel Piano Regolatore.
Chi ha partecipato alla discussione?
Il Dipartimento e l’Assessorato alle politiche sociali, il Privato sociale, la Scuola e le Università, le Asl, i Municipi, l’Associazionismo laico e cattolico, gli Assessorati alle politiche educative, per la famiglia, la formazione e al lavoro, all’abitativo, i Sindacati, il Tribunale dei minori, gli assistenti sociali, l’ordine degli
psicologi e l’ordine degli assistenti sociali, associazione educatori professionali, centro per il volontariato, Forum del Terzo settore, cooperative sociali, delegati del sindaco per l’area disabilità.
Non è un piano varato dall’alto, ma è un piano che nasce dal territorio, che fa emergere le necessità di coloro che lavorano nel sociale e di coloro che usufruiscono dello stesso.
Quali sono stati i principi ispiratori del Piano?
Sicuramente il superamento dell’approccio emergenziale e dell’assistenzialismo in un’ottica innovativa e modera con la nascita della cultura del sostegno. Non crediamo nell’assistenzialismo, ma nella cultura del dare agli individui oggi in assistenza, secondo i bisogni di cui necessitano, offrendo loro la possibilità di
camminare sulle proprie gambe. In questa direzione ad esempio va la trasformazione della delibera 163, che presuppone in caso di sfratto esecutivo di avere accesso ai beni pubblici e di fare richiesta alle case popolari, che viene estesa a tutti coloro per i quali l’autorità giudiziaria dispone l’abbandono della casa.
Quali sono i nuovi vantaggi che porta questo PRS? Perché dovrebbe funzionare meglio rispetto agli altri?
Il nuovo PRS nasce direttamente dal territorio e dalle persone che fanno il sociale di questa città, da coloro che conoscono e capiscono i bisogni della società e da tutti coloro che hanno sentito la necessità di scrivere ed elaborare proposte di miglioramento e di cambiamento. Inoltre un’altra grande novità è la creazione di una nuova unità dipartimentale dedicata. È stata realizzata una U.O. all’interno del Dipartimento alle politiche sociali che si occuperà dell’attuazione del programma del Piano Regolatore Sociale.
articolo pubblicato sul numero 16 di Dicembre 2011
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