Speciale PRS
Intervista a Padre Giovanni La Manna
a cura di Daniele Lucaroni19.12.2011
Intervista a Padre Giovanni La Manna, Coordinatore del Forum Povertà ed emergenze sociali per il Piano Regolatore Sociale.
Come sono andati i lavori del Forum Povertà, disagio ed emergenze sociali?
È stata una bella esperienza di partecipazione offerta a tutti coloro che sono impegnati nel quotidiano in servizi diretti alle persone bisognose. Abbiamo ascoltate tante voci, quelle voci che danno la possibilità di avere un quadro reale delle povertà a Roma. È stata una buona occasione per ragionare su un piano regolatore che si impegni nel dare risposte concrete alle persone. L’autorevolezza del lavoro è dovuto al fatto che c’erano persone che sono quotidianamente a contatto con chi è nel bisogno: una voce che viene dalla realtà concreta e che è opportuno sentire se si vuol avere una fotografia della realtà.
Quale proposte in particolare sono emerse, rispetto al documento presentato il 25 ottobre 2010?
Coloro che lavorano nell’assistenza sociale sentono forte il bisogno di integrare la loro azione con l’aspetto sanitario. Grazie a questi Forum, il piano regolatore sociale è riuscito ad avere un quadro della situazione attuale. Le povertà si diversificano e ci sono delle povertà nuove che necessitano di un monitoraggio continuo. Nel momento in cui abbiamo chiuso i lavori abbiamo avuto una fotografia di quel momento. Sarebbe opportuno aver uno strumento capace di monitorare nel quotidiano cosa accade, un osservatorio: in questo modo si potrebbe avere sempre una fotografia attuale di cosa accade nella realtà di tutti i giorni alle persone che sono in difficoltà e trovare delle risposte efficienti ai
bisogni.
Quale è secondo lei il risultato più significativo del Forum che lei ha coordinato?
Sono diversi. Il più importante per me è stato incontrare persone che hanno l’autorevolezza che gli viene dall’incontro diretto con le persone. Avere un ascolto costante di queste voci consente di governare nel modo più appropriato le situazioni critiche. Di positivo c’è stata la capacità di verbalizzare e di condividere le difficoltà e le criticità, ma con un atteggiamento propositivo per dare delle risposte concrete.
Come definirebbe la situazione relativa a “Povertà, disagio ed emergenze sociali” nella città di Roma?
È difficile dare una definizione, a causa della varietà delle povertà, soprattutto tenendo conto di quelle nuove e di quelle situazioni critiche che stanno emergendo. La metropoli Roma ha un gran numero di persone povere, pertanto non è facile governare il fenomeno. In questa fase di riflessione, di ascolto e di proposta si fanno i conti anche con le difficoltà legate al contesto economico di tutto il Paese e della crisi che tocca l’Unione Europea. Quindi pensare interventi significativi ed efficaci facendo i conti con una ristrettezza economica è qualcosa di complicato. L’iniziativa di mettere mano a un piano regolatore che era fermo da anni è stata un’intuizione, un desiderio valido per arrivare ad avere uno strumento per monitorare la situazione e per valutare l’investimento dei finanziamenti. C’è il desiderio di vederle queste situazioni: una volta che hai visto le criticità, fatte di persone che sono in difficoltà, è complicato rimanere fermi e bisogna, quindi, trovare la soluzione e dare delle risposte.
Qual è il suggerimento che daresti all’Amministrazione Comunale in qualità di coordinatore del Forum Povertà, disagio ed emergenze sociali?
Il desiderio di voler vedere cosa sta accadendo effettivamente a Roma per le persone che sono nel bisogno, continuare a farlo è fondamentale per evitare di sperperare soldi e avere la certezza di dare delle risposte significative, concrete e oneste ai bisogni che rimangono o che nascono sul territorio romano. Ai politici direi di continuare il lavoro con lo stesso desiderio di fotografare la realtà e non fermarsi a qualcosa di statico. Lo stesso piano regolatore dovrebbe essere uno strumento dinamico, capace di fissare dei criteri che danno delle risposte concrete, ma anche capace di
aggiustare il tiro cammin facendo.
articolo pubblicato sul numero 16 di Dicembre 2011
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