GIUSTIZIA
di
Lucien Mendoca
La giustizia è la gioia, la tristezza, il successo, l’insuccesso, nobili ambizioni, preoccupazione quotidiana e debolezza, atti di ringraziamento e supplica. Amore e sistemazione in due parole. “Conoscerlo o conoscerti”… “frequentarlo o frequentarti”. Se tu non sai pregare mettiti alla presenza di Dio e appena comincerai a dire: “Signore non so come fare un’orazione”, allora avrai cominciato a farla. Essere giusto non è un obiettivo riservato, la giustizia riguarda in primo piano l’amore e il rispetto per i diritti umani. Da un manager della borsa valori, della borsa più nota del mondo, ai chirurghi, al regista, all’avvocato che conosce quotidianamente la tragedia della vita appesa a un filo; all’immigrato che cerca di vendere la sua merce prodotta senza licenza comunale nelle vie d’Italia, per poter andare avanti di fronte a tanta ingiustizia; agli italiani che prendono il treno alle prime ore del giorno e fanno fatica a capire il loro vicino(lontano culturalmente e linguisticamente ), ma cercano di essere persone giuste nella propria terra invasa da fratelli. C’è bisogno di idee, cultura, benessere, voglia di cambiamento, affinché il mondo goda di una fratellanza internazionale. Ci troviamo nel XXI secolo, la facilità e la velocità dei mezzi elettronici di comunicazione avvicina tutti in tempo reale. La giustizia viaggia dalla preistoria ai giorni nostri: giustizia della società, della comunità, della persona fisica e giuridica. La giustizia può essere il vento che soffia senza preconcetto o discriminazione, senza guardare il potere economico delle persone, portando ai poveri una sensazione di freschezza in una giornata calda e suonando una musica per il corpo di ballo della natura. La giustizia non deve essere fatta dall’ignoranza storica e senza valori attuali come la cultura e l’umanità.
articolo pubblicato sul numero 4 di Dicembre 2007
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