SE MI GUARDI TI VOTO

On. Khalid Chaouki

Shaker

Se quelli appena trascorsi sono stati tempi di totalitarismi e prigionie, di colonialismi e filo spinato oggi, soprattutto dopo il fenomeno delle primavere arabe, viviamo tempi di esodi, di partenze verso luoghi di speranza, di terre promesse ardentemente desiderate.

Ebbene, l’idea di poter riformulare più dignitosamente la propria vita, di scegliersi una patria nella quale esistere e vivere da uomini liberi, è un’idea che ha conquistato molte persone, a partire soprattutto dagli anni Novanta, che in Italia hanno trovato una feconda terra di approdo. Ora, la nostra Italia, si risveglia multiculturale alla vigilia di questa 67° Festa della Repubblica, con un Ministra per l’integrazione di origine africana e ben due deputati in Parlamento di seconda generazione. Un risultato frutto di una lunga campagna partita dal basso, che ha coinvolto numerose associazioni, persone di origine straniera e i figli della cosiddetta seconda generazione. La richiesta di riformare la legge sulla cittadinanza, e insieme ad essa, il diritto di voto amministrativo per chi risiede in Italia da cinque anni è espressione di una forte volontà di partecipazione ai processi democratici del nostro Paese.

Oggi questo diritto/dovere purtroppo rimane negato a milioni di persone, che indipendentemente dalle loro origini, sono esclusi di fatto dall’esercizio di questo importante diritto.

Arrivare ad una legge moderna e avanzata in materia di cittadinanza non è solo un modo di tenere fede ad un fondamentale principio di uguaglianza, sancito peraltro anche dall’articolo 3 della nostra Costituzione. Non è nemmeno solo una questione di giustizia sociale, cosa che già sarebbe di per sé sufficiente. Ma rappresenta la cifra stessa della nostra civiltà. Noi siamo già pronti per fare questo passo. Una nuova legge che riconosca con chiarezza che chi nasce o cresce in Italia è italiano!