SE MI GUARDI TI VOTO

Pino Scala

Shaker

Credo che per noi persone in difficoltà, in questo momento, non si pensi molto al diritto quanto alla speranza che la vita di tutti i giorni cambi in meglio. È certo che la vita di tutti noi è solo peggiorata. Io personalmente appartenevo alla piccola borghesia, con mio padre dipendente statale e mia madre casalinga. Avevo una casa di un ente in affitto, che è stata poi messa in vendita. Mia madre, con la pensione in lire viveva bene, poi con l’euro è tutto aumentato. Io facevo lavori saltuari, e così ho visto il declino della vita. Ora vivo in un residence, in attesa di casa popolare, quindi mi ritrovo a vivere con mia madre in 20 mq di strada, con cane e gatto. Non sono libero di ospitare persone. Il lavoro manca, la casa manca, la dignità manca, i diritti mancano. Mi piacerebbe che, ogni tanto, qualcuno si accorgesse degli ultimi. E sì, siamo considerati invisibili, non facciamo rumore, non ci vedono, eppure siamo tanti. Non ci sono sindacati di categoria che ci raggruppano e che ci aiutano a rivendicare i nostri diritti, che, forse, stando per strada abbiamo perso. Ad esempio, i politici vanno spesso a parlare, durante le campagne elettorali nelle comunità per tossicodipendenti o in carcere. Forse perché i loro familiari fanno numero e quindi sono parte attiva dell’elettorato? O forse perché socialmente, anche se in negativo, hanno un peso? Non so, lascio agli altri la libertà di pensare. Comunque noto che di noi, delle persone senza dimora, nelle campagne elettorali non si parla, non ci prendono in considerazione, anche se molti di noi vanno a votare. Vorrei tanto che qualcuno si accorgesse di questo fenomeno e che non sia relegato solo in qualche servizio televisivo sull’emergenza freddo che dura ‘tra Natale e Santo Stefano’. In quest’ultimo caso la tv fa un po’ di audience, qualche benpensante si indigna, si scandalizza che in Italia ancora si muore di freddo. Ma poi? Il voto! Ecco il voto! Solo queste poche associazioni come il Binario 95 si prodigano per aiutarci, ma, purtroppo non è abbastanza, i fondi mancano sempre, i notturni non bastano per tutti e siamo sempre ‘da capo a dodici’. Per una volta mi piacerebbe che qualche politico prendesse l’impegno di aiutare chi aiuta e di farci diventare nuovamente visibili. Anche noi proviamo emozioni.