QUESTIONE DI VISUALE

Shaker, Pensieri senza dimora

Shaker

Per mobilità sostenibile si intendono tutte le misure per diminuire l’inquinamento atmosferico e cercare di arrivare in tempo al lavoro o a scuola. La tematica è stata trattata sin dagli anni ’80: in questi 30 anni sono stati fatti tentativi per unificare vari mezzi di trasporto come le biciclette, le macchine elettriche, i tram, soprattutto nelle città di provincia. Nelle grandi città sono ancora in ritardo i sistemi che unificano tutti questi mezzi,
perché è più difficile cambiare la mentalità delle persone. La mobilità sostenibile però è auspicata da tutti e in molti ne propagandano i benefici. Si cerca di sensibilizzare, allora, le autorità pubbliche, perché con il loro interesse si possano mettere in atto dei sistemi che permettano di diminuire il traffico e il conseguente disturbo che è lo smog. In ogni caso si va avanti: si cerca di pubblicizzare la pratica della condivisione dell’auto con persone che fanno lo stesso tragitto, incrementare l’utilizzo di biciclette o i mezzi pubblici, che vanno ad energia elettrica, come i tram. La gente, con il tempo, imparerà ad utilizzarli, procurando un grande vantaggio per l’ambiente. Si arriverà all’aria pulita tanto auspicata. Per noi persone senza una fissa dimora, la mobilità sostenibile è un incentivo per poter aumentare il raggio d’azione, per ora ancora limitato. È un modo per avere una visuale più lunga possibile. Avere più ampie possibilità di trasporto può permettere la ricerca della casa e del lavoro in maniera più sicura. Quello di un trasporto sostenibile è un nostro sogno che, col tempo, si dovrebbe realizzare. Sparirebbe anche la differenza tra noi e chi ha una casa ed il lavoro.