L’HELP CENTER COMPIE 11 ANNI

Shaker, Pensieri senza dimora

Shaker

I numeri sono importanti, importantissimi.

Tutti i giorni veniamo informati dell’ammontare dello spread, della percentuale di gradimento del governo o di tal partito politico, del prezzo della benzina, del tasso di disoccupazione giovanile; leggiamo il nostro peso sulla bilancia e il voto dato ai nostri figli sul diario, il numero del treno che dobbiamo prendere, i valori nutrizionali dei biscotti della colazione. Il valore numerico della realtà che ci circonda, nei suoi minimi aspetti, ci è utile per qualcosa: preoccuparci del futuro economico del nostro Paese, premiare o ammonire i nostri ragazzi, salire sul treno giusto. Per calarci nell’ambito della marginalità sociale, negli ultimi anni i cosiddetti “numeri del disagio” sono diventati l’elemento essenziale per la programmazione dei servizi. Tanto si sono moltiplicati i poveri, tanto sono aumentati gli immigrati, che non è più sufficiente lasciare all’intuizione di alcune anime buone la scelta delle risposte da dare a chi ha bisogno. Gli amministratori pubblici, di contro, hanno bisogno di dati quantitativi e qualitativi per capire se occorrano interventi sanitari, piuttosto che di accoglienza, di integrazione, di formazione. Gli investitori privati, piccoli o grandi che siano, desiderano sapere al centesimo come sono spesi i loro denari, quali risultati hanno prodotto, quante persone ne hanno beneficiato e a quale livello. L’Help Center di Roma Termini, cui questo numero è dedicato, ha intuito da subito l’importanza dei numeri per documentare le proprie azioni a beneficio delle persone senza dimora presenti in stazione. Lo sportello di orientamento sociale del binario uno della principale stazione della Capitale ha come obiettivo l’ascolto, l’accompagnamento e la presa in carico delle persone che versano in stato di grave marginalità: 18.688 uomini e donne in undici anni. Questi numeri, raccolti meticolosamente sin dall’apertura, nel dicembre 2002, e poi confluiti nel sistema ANThology, sono proposti nelle pagine che seguono in una sintesi che vuole raccontare questi undici anni di presenza costante in uno dei luoghi più rappresentativi della varietà sociale di Roma.

Undici anni i cui punti salienti sono illustrati dalle mani degli ospiti senza dimora che partecipano ai laboratori creativi del Centro Polivalente Binario 95, che proprio dall’Help Center trae origine. Accanto alle immagini e ai dati, le parole dei tre protagonisti istituzionali di quest’avventura: Fabrizio Torella per Ferrovie dello Stato Italiane, impresa cui si deve l’apertura dell’Help Center in locali concessi in comodato d’uso gratuito, come gesto inaugurale dell’allora neonato Settore Politiche Sociali; Angela Di Prinzio per Roma Capitale e la Sala Operativa Sociale, di cui l’Help Center è confidenzialmente detta “unità immobile”, perché ne rappresenta l’unico fondamentale presidio fisso; Alessandro Radicchi, presidente della Cooperativa Sociale Europe Consulting Onlus, che l’Help Center gestisce e di cui diremo a parte, perché alla faccenda dei numeri lui è legato a filo doppio. Il nostro direttore – lo racconta lui stesso nella lunga intervista di pagina 10 – è laureato in matematica astronomica: una passione, ma soprattutto una forma mentis che ha avuto un impatto decisivo sulla metodologia di lavoro dell’Help Center, in particolare sull’attenzione meticolosa alla raccolta e all’eleborazione dei dati. Ma è alla mente matematica di Radicchi che dobbiamo anche quella che a noi sembra una felice intuizione: celebrare non il decennale, ma l’undecennale.

Lo scorso anno, mentre si programmava la celebrazione dei dieci anni, Alessandro tracciò alla lavagna uno schema che rappresentava la nostra filosofia: un puntino al centro, cioè la persona; intorno, altri punti ad indicare i suoi bisogni, le relazioni sociali, le istituzioni che se ne devono fare carico. Una decina di puntini e uno rosso al centro. Un momento di silenzio e Alessandro si gira verso di noi e dice: “Sapete cos’è un numero decagonale centrato?”. Non lo sapevamo. Nella teoria dei numeri, è un numero che rappresenta un decagono con un punto al centro: il primo di essi è l’11, poi 31, 61,101, etc. etc. Piacque quel disegno, quella rappresentazione del nostro mondo in cui ci sforziamo di mettere al centro la persona, ma anche quell’allegoria dell’Help Center, che è il fulcro di una rete di servizi con cui collabora ogni giorno. Piacque talmente che decidemmo, lì per lì, di rimandare di un anno i festeggiamenti, non per i dieci, ma per gli undici anni. Che sono poi, ci disse il matematico astronomico Radicchi, la durata media del ciclo solare, la variazione dinamica delle attività del sole, che incide sulla vita terrestre, dagli organismi, al clima, alle onde radio. Quando si dice l’importanza dei numeri…