INCIPIT

Shaker

Continuo imperterrita a fissare il cursore come se lui potesse darmi una risposta. Come inizio? Ed invece lui è lì che lampeggia senza però rispondere. In sottofondo una playlist che mi fa compagnia. Ma le canzoni le conosco così bene che in realtà i testi mi distraggono e allora penso che forse dovrei cambiare genere.

Il titolo della rubrica è Dalla mia finestra: ma fuori è buio e io non vedo nulla. Questo però mi dà la possibilità di guardare più attentamente l’ambiente che mi circonda: vedo le mie dita muoversi lentamente sulla tastiera, mio fratello con le cuffie che si guarda un film sul computer e lo schermo illuminato su cui compaiono le lettere. Il mio gatto passa, mi osserva e prosegue nella sua esplorazione.

Bene, ho rotto il ghiaccio… l’inizio è sempre un dramma. Ricordo il tema degli esami di maturità. La cosa peggiore fu trovare una frase per iniziare: avevo in testa tutto lo svolgimento ma mi mancava quella frase. Trovata quella, tutto sgorgò in rapida successione, come se fosse sempre stato lì in attesa di un inizio. Tutto ha un principio problematico: il primo giorno di scuola, la prima lezione di pianoforte, il primo saggio di danza.

Affrontare l’ignoto, gettarsi in una nuova avventura. È un po’ quello che mi è successo davanti al file vuoto: stavo lì, ferma a fissarlo, spaventata all’idea che non avrei avuto nulla di interessante da dire..