Ho visto un video in cui i bambini piccoli bendati riconoscevano le loro mamme attraverso il tatto e allora mi sono chiesta se ciò avvenisse e come dentro ad un carcere. Per questo ho chiesto a Valentina Gnesutta dell’associazione A Roma, insieme – Leda Colombini. Se è vero che il loro motto è “nessun bambino varchi più la soglia di un carcere” è pur vero che il rapporto madre-figlio è fondamentale.

Ed allora, in questa ottica, il lavoro costante dell’associazione romana è importante proprio perché si occupa “di portare fuori i bambini”, che vivono i loro anni nell’istituto penitenziario al fianco delle loro madri.

Il progetto principe dell’associazione si chiama “Conoscere e giocare per crescere”, attraverso il quale i bambini trascorrono la giornata del sabato “in libertà” nei parchi cittadini, al mare o in campagna, insieme ai volontari dell’associazione che li fanno giocare, donando loro momenti di svago e assicurando il contatto diretto con il mondo esterno che altrimenti ignorerebbero totalmente.

“A Rebibbia femminile – afferma Valentina Gnesutta – nella Sezione Nido, dove ci sono le mamme e i bambini, da diversi anni vengono tenuti dei laboratori di arteterapia e musicoterapia per mamme e figli. Per tutte le detenute, una volta al mese, l’associazione realizza un’area verde che si tiene durante i colloqui della domenica tra le detenute e i loro figli che vanno in visita”.

A Roma Insieme mira a creare, con delle attività di animazione, un clima più sereno durante gli incontri. Grazie all’impegno dell’associazione è stato inaugurato il nuovo campo da basket, ristrutturato con un finanziamento della Fondazione Decathlon, che ha il merito di “accendere la luce e il sorriso” negli occhi delle donne, coinvolte dal gioco di squadra. Le iniziative specificamente rivolte ai bambini prevedono una serie di feste che vengono realizzate all’interno della Sezione Nido. E vengono festeggiati, a richiesta delle mamme, tutti i compleanni dei bambini oltre che le feste comandate (Natale, Befana, Carnevale, ecc.).

Ma i bambini di oggi sono gli uomini di domani ed infatti l’associazione si prende cura anche di loro, degli adulti, organizzando un laboratorio di scrittura testimoniato da diverse pubblicazioni. Incontri settimanali con gli scrittori ed un laboratorio di musicoterapia dal titolo “Musica dentro” mantengono attivi ed occupati gli uomini. “Inoltre – conclude la Gnesutta – stiamo progettando e implementando un laboratorio di falegnameria”.

Come dicevo la volta precedente, sono sempre stata attratta dal mondo del sociale e mi colpisce il fatto che tutte queste attività si basano sul volontariato. O meglio, gli operatori qualificati sono esterni per rendere i laboratori il più efficace possibile ma sono coaudiuvati da volontari dell’associazione e, da qualche anno, anche da studenti che svolgono tirocini formativi nell’associazione.