Questo articolo inaugura un nuovo progetto, che ci porterà alla scoperta di Roma attraverso gli occhi e le storie degli ospiti di Binario 95, in collaborazione con i volontari di Booking.com Cares. Oggi andiamo a spasso per la capitale, per incontrare il fantasma di Giulio Cesare, vivere la zona del Pantheon come salotto della città e fare un salto al Circo Massimo insieme ai tifosi della Roma.

Roma sa affascinare e stupire. La sua atmosfera, i suoi sapori e le sue luci conquistano e incantano ogni volta che si attraversa un ponte o si passeggia sul Lungotevere e le strette vie dei rioni del centro storico. Sono molti i cantautori ad averla elogiata o schernita nelle loro canzoni, dando voce a quei sentimenti di odio e amore che accomunano chiunque abbia vissuto almeno per un po’ nella città eterna.

“Voglio sparire da Roma” dice Marisa, una delle ospiti di Binario 95, che non ha esitato ad esprimere le sue emozioni durante il primo laboratorio di scrittura realizzato in collaborazione con volontari di Booking.com Cares. “Vorrei sparire da qui perché Roma è dove si trova la mia amica Maria, attualmente in coma in ospedale”. L’ospedale al quale si riferisce Marisa è il Policlinico Umberto I di Roma.

C’è chi, invece, si sente più a casa in questa città dalle mille sfaccettature: è il caso di Victor, sudamericano di nascita ma romano d’adozione. “Cammino e cammino ogni giorno, ma alla fine è come se rimanessi sempre nello stesso luogo perché S. Lorenzo è il quartiere dove vivo, pieno di calore e accoglienza”.

Alla scoperta delle mura di San Lorenzo insieme a Victor (Foto: Valeria Russoniello)

Domenico (per gli amici Mimmo), campano di origine, la pensa allo stesso modo e dopo trent’anni si sente un figlio adottivo di Roma. “A me Termini piace, perché è la zona in cui vivo. Anche se a me Roma piace un po’ tutta, compresa la squadra giallorossa. Mi ricordo quella volta al Circo Massimo in cui, nonostante la sconfitta in occasione della finale di Coppa dei Campioni, i tifosi attorno a me intonavano Grazie Roma di Antonello Venditti e io solidarizzavo con loro”.

“A me Termini piace, perché è la zona in cui vivo” (Foto: Barbara Albanese)

Maria Giuseppina invece a Roma è nata e cresciuta e ha ricordi molto vividi del quartiere in cui viveva sua nonna, ovvero la zona intorno al Pantheon, dove si trovano la Chiesa di Santa Maria Maddalena e la Basilica Sopra Minerva. Dolci ricordi che fanno venire l’acquolina in bocca, come “il caffè e la granita di caffè con panna dello storico Caffè S. Eustachio o i mille gusti di gelato della Gelateria Della Palma”.
In questi luoghi maestosi, Maria Giuseppina racconta di essersi sentita a proprio agio e, ripensando alla piazza davanti al Pantheon, si lascia cullare dai ricordi aggiungendo che “era come sedere nel salotto di casa”.

Ispirato dal concetto di “salotto di casa”, Massimo prende spunto per passare alla sua passione più grande, la cucina. “Roma mi affascina per le sue ottime specialità romanesche, che si possono gustare a Trastevere, come la buonissima carbonara del ristorante Carlo Menta. Sempre nello stesso quartiere, puoi mangiare e ascoltare battute divertenti da Cencio la Parolaccia”, dove Massimo assicura si mangi bene e, poco più in là, “la notte puoi dormire tranquillo perché la zona è ben pattugliata dalle forze dell’ordine”.

Nessuno ama la cucina romana più di Massimo (Foto: Francesco Coni)

Alex, nonostante viva a Roma solo da pochi mesi, ha già scoperto la storia dei bombardamenti nel quartiere di S. Lorenzo durante la Seconda Guerra Mondiale, che rivede nell’aspetto malconcio di alcuni edifici: “La zona è antica e vecchia…te ne accorgi ammirando la sua architettura”.

Roma è anche luogo di istituzioni dello Stato e fede religiosa: ci tiene a precisarlo Leonardo, originario dell’Angola, che elenca con ammirazione i posti che preferisce: “Piazza Venezia con il suo Vittoriano, non lontano dal Parlamento e dal Senato della Repubblica Italiana; la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino sul colle Quirinale col suo viavai di persone”.

Raccontare Roma: gli ospiti di Binario 95 e i volontari di Booking.com Cares (Foto: Luca Bernuzzi)

 

Per Mario, ospite di Binario 95, Roma è anche miti e leggende. In particolare ne ricorda una che vede protagonista il primo e più famoso dei dodici Cesari: “A Largo di Torre Argentina, dice qualcuno, ci sarebbe ancora l’anima di Giulio Cesare, non ancora redenta, che ritorna di volta in volta nelle vicinanze della Cripta Balbi”. Il mito vuole, infatti, che proprio nei pressi dell’odierna fermata del tram numero 8, venne ucciso Giulio Cesare.

Carlo, artista geniale ma di poche parole, conclude il laboratorio di scrittura con una significativa ma lapidaria citazione del Paradiso della Divina Commedia di Dante Alighieri: “Sì come rota ch’igualmente è mossa, l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

Che la si odi o la si ami, in fin dei conti l’essenza di Roma è nell’anagramma stesso del suo nome: Roma – Amor.

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AUTORIGIOVANNI DATO E ILARIA DI BUONO Dipendenti Booking.com, participanti al progetto di Volontariato presso Binario 95.