La Legge 1 dicembre 2018, n. 132 contenente “Disposizioni urgenti in materia di protezione umanitaria e immigrazione, sicurezza pubblica”, più famosa come “Decreto Sicurezza” sta palesando uno scenario preoccupante e pericoloso, a causa delle controverse novità che introduce.

L’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, l’esclusione di questi ultimi e dei richiedenti asilo dal sistema di accoglienza presso gli SPRAR (da ora SIPROIMI, Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati), la preclusione all’iscrizione anagrafica, e dunque alla residenza, dei richiedenti asilo non faranno che creare sacche di insicurezza ed esclusione, senza risolvere né l’una né l’altra questione.

Secondo le associazioni di settore, saranno circa 40mila le persone da espellere dai centri per migranti rifugiati e richiedenti asilo (SPRAR, CAS e CARA) quale effetto della legge 132/2018. Il rischio è di trovarci di fronte ad una nuova emergenza sociale con migliaia di altre persone private dei riconoscimenti minimi per avviare un percorso di inclusione e che presto finiranno in strada.

Una legge di questo tipo appare più come un completamento di un percorso di criminalizzazione dei migranti e delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità, più che un sistema di promozione della sicurezza e di lotta alla criminalità.

AUTOREFio.PSD