Di seguito, alcune riflessioni degli studenti dell’Istituto Comprensivo Alfieri Lante della Rovere dopo un’esperienza di volontariato presso il centro di accoglienza per persone senza dimora Binario 95, alla Stazione Termini di Roma.

Personalmente sono andata solo una volta al Binario 95, ma devo dire che quest’esperienza, anche se breve, è stata per me molto significativa. Credo che avvicinare i ragazzi ad un’associazione di volontariato sia una ‘bella iniziativa’ e anche molto educativa. È bello sentirsi parte di una ‘catena di montaggio’ che fa qualcosa, anche un minimo gesto, per aiutare qualcuno che, per un motivo o un altro, si trova in difficoltà.

Stare lì insieme ai tuoi compagni di scuola ma per fare un’azione costruttiva e non una normale stupidaggine è di certo una bella sensazione. Insomma andando a Binario 95 si riescono a comprendere meglio, a parer mio, quelle emozione di ‘gratificazione’ che si provano dopo aver fatto qualcosa di buono per chi sta peggio di noi.

Livia Crisci, classe III D – IC Alfieri, Roma

 

Non mi avevano mai proposto di fare volontariato, e nemmeno io ci avevo mai pensato molto, ma quando a scuola la mia professoressa di religione mi ha presentato questa possibilità, ho deciso di accettare la sfida. Appena varcata la soglia del Binario 95 mi sono resa subito conto si quanto fosse tenuto bene il posto e di quanto gli operatori fossero organizzati.

Dopo essere stata per due ore ad impacchettare i biscotti nei sacchetti per la colazione (che poi vanno distribuiti agli ospiti della struttura) ho capito che per migliorare la giornata di qualcuno non servono grandi azioni, ma piccoli gesti, proprio come un sacchetto di biscotti e un messaggio positivo. Perché sono i piccoli gesti a migliorare un giorno che appare inizialmente grigio, ma che può essere trasformato in meglio. Questa esperienza mi è servita molto e spero di poterla continuare. Inoltre la consiglio molto a chi vuol dare una mano al prossimo.

Giulia Vasconi, classe III D – IC Alfieri, Roma

 

Noi siamo sempre abituati ad avere tutto, ma non esiste solo il mondo fatto di cose belle, bisogna conoscere anche realtà peggiori che spesso ignoriamo e sottovalutiamo senza chiederci il perché esistano. Ordinare le coperte o fare bustine con biscotti mi ha reso partecipe di un pezzo della vita dei senza fissa dimora, che apprezzano quello che hanno e non rifiutano niente.

È stata un’esperienza nuova mai avuta fino ad ora, formativa e che in quale modo mi ha fatto riflettere e pensare che bisogna aiutare e non “stare impalati” a guardare, migliorando la vita delle persone e non solo la propria.

Asia Vigna, classe III D – IC Alfieri, Roma