Per avere una pianta bella e robusta, bisogna partire da buoni semi, un po’ di conoscenza, ma soprattutto dalla voglia e la determinazione di “prendersi cura” con pazienza, costanza e passione della sua crescita, dal primo germoglio alla sua fioritura, indipendentemente dalla forma e dal colore del frutto che ne verrà fuori. Dopo ormai venti anni di lavoro a Roma con le persone senza dimora, affrontare una sfida come quella del Villaggio 95, dove elementi legati ai bisogni e ai diritti delle persone più povere si vanno ad intrecciare con le esigenze e le risorse di una comunità caratterialmente ricca come quella di Casal Bertone, è stata ed è ancora oggi una grande scommessa, a lungo termine.

Abbiamo avviato il Villaggio con un’idea chiara e definita, partire dalla terra per arrivare alla casa, attraverso le relazioni, le idee e le sperimentazioni. Ma “La strada verso il Villaggio” è appena iniziata e forse per arrivare alla casa ci vorrà ancora un po’ di tempo. Burocrazia, piani regolatori, autorizzazioni impossibili, documenti introvabili. Sembra che a Roma fare per bene una cosa buona sia più difficile che trovare escamotage non sempre lineari e trasparenti per arrivare comunque al risultato. Ma noi non demordiamo perché a noi non interessa solo l’obiettivo, che magari può anche cambiare nel tempo, ma il percorso, la strada appunto. Non possiamo farci niente, siamo nati su un marciapiede e nella strada abbiamo forgiato il nostro senso civico e la nostra moralità.

E nell’attesa di entrare nella nostra prima casa del Villaggio, mentre camminiamo ci stiamo accorgendo che sul sentiero ci sono tante altre opportunità che si stanno presentando: basterà al momento opportuno saperle cogliere.

Alessandro Radicchi | Direttore Responsabile Shaker, Pensieri senza dimora