L’altro ieri è stato sgomberato – secondo Repubblica per la 34esima volta! – l’accampamento spontaneo di Baobab Experience a Roma Tiburtina e anche alcune delle baracche che erano sorte durante il lockdown a piazza dei Cinquecento, di fronte a Roma Termini, sono state rimosse. Nella serata dello stesso giorno, è andato a fuoco, probabilmente per la distrazione dei suoi occupanti, un altro piccolo e vistosissimo accampamento a via di Porta San Lorenzo, proprio davanti all’Help Center, oggetto in passato di molti interventi andati a vuoto.

Non abbiamo mai difeso né occupazioni né accampamenti, dove la gente vive al di sotto delle più elementari norme igieniche e di sicurezza. Difeso no, ma compreso sì. In assenza di una casa, infatti, uno si sistema dove può, dove riesce, dove trova qualcun altro nelle sue stesse condizioni, magari del suo stesso Paese.

Dunque non può stupire che in una città, la cui Amministrazione non affronta – si potrà dire “colpevolmente”? – il problema delle persone senza dimora con misure davvero efficaci, succedano cose simili.

Tante volte abbiamo invocato, suggerito, proposto, ipotizzato, programmato soluzioni per diminuire il numero delle persone che non hanno una casa e che, ai tempi disgraziatissimi del Coronavirus, sono ancora lasciate fuori dal sistema di accoglienza. Non siamo stati abbastanza convincenti. Nel frattempo si sgombera – ma per mandare dove, visto che nei centri è vietato accogliere nuove persone? – o si va a fuoco.

Per fortuna il piccolo incendio che ha distrutto il pittoresco accampamento di San Lorenzo non ha ucciso nessuno. Però dovrebbe far pensare al rischio che ogni giorno corre chi vive in condizioni simili lungo le banchine del lungotevere, ai bordi dei parchi periferici, al sottopasso di via Cappellini, eccetera eccetera.

L’eterno “non-finito” – Michelangelo perdoni noi e chi l’ha tirato in mezzo ultimamente – del sistema di accoglienza di Roma Capitale rischia di provocare danni sociali molto seri.

Si svegli chi di competenza. E si prenda un caffè doppio, prima di decidere. Serve lucidità.

 

AUTORE  Gianni Petiti